Donna e diabete

Il calo ponderale migliora l’incontinenza in donne con pre-diabete

A cura di Alberto Zambelli

Il “Diabetes Prevention Study” rivela un altro dei benefici dello stile di vita sano: in donne con pre-diabete, un modesto calo ponderale dovuto a miglioramenti nell’alimentazione e ad un’attività fisica più intensa, riduce la comparsa di incontinenza urinaria, un disturbo in cui i livelli di glucosio sono più elevati del normale ma ancora non si parla propriamente di diabete.

Questi risultati derivano da un nuovo studio, pubblicato nel numero di Febbraio di “Diabetes Care”, condotto su donne che hanno partecipato al Diabetes Prevention Program (DPP), un’importante studio clinico fondato dal National Institutes of Health (NIH) nel 1995.

I primi risultati del DPP sono stati annunciati nel 2001 e pubblicati nel 2002 (http://www.nih.gov/news/pr/feb2002/hhs-06.htm): una perdita dal 5 al 7% del peso corporeo ottenuta mediante dieta ipocalorica ed attività fisica regolare (camminata di 30 minuti al giorno per 5 giorni) riduce del 58% la comparsa di diabete tipo 2. Il trattamento con metformina riduce, invece, del 31% le possibilità di contrarre la malattia.

“Per contrastare l’epidemia di obesità e di diabete tipo 2, le persone devono essere consapevoli dei benefici che una dieta ipocalorica ed un aumento dell’attività fisica possono apportare alla salute” – spiega Elias A. Zerhouni, direttore del NIH.

Il DPP ha selezionato 3.234 persone in sovrappeso con alterazioni glicemiche e le ha assegnate ad una delle tre strategie di prevenzione dei diabete tipo 2: la prima include cambiamenti alimentari e attività fisica crescente con l’obiettivo di raggiungere un calo ponderale del 7%; la seconda comprende il trattamento con metformina; la terza invece placebo. Agli ultimi due gruppi sono stati forniti consigli medici inerenti alla dieta da seguire e al calo ponderale. In questo studio, 660 donne hanno cambiato notevolmente il loro stile di vita, 636 donne hanno cominciato il trattamento con metformina e 661 sono state trattate con placebo. La loro età media era di 50 anni con un Indice di Massa Corporea (BMI) medio di 35.

Le donne che hanno modificato i loro stili di vita e hanno perso dal 5 al 7% del peso corporeo hanno avuto pochi episodi di incontinenza alla settimana rispetto a coloro in trattamento con metformina o placebo (primo gruppo 38%, secondo gruppo 48%, terzo gruppo 46%).

“Questi dati del DPP rafforzano i benefici che si possono ottenere dal calo ponderale. Una donna con peso pari a 90 Kg che perde dai 2 ai 4 Kg di peso non solo riduce il rischio di sviluppare diabete tipo 2 ma migliora anche l’incontinenza” - spiega il coordinatore dello studio Jeanette S. Brown, dell’(Università della California a San Francisco. “Se siete donne a rischio di diabete tipo 2, potete prevenire o ritardare la comparsa della malattia e migliorare l’incontinenza urinaria mettendo in pratica questo sano stile di vita.”

Il calo ponderale è risultato particolarmente efficace nel ridurre gli episodi di incontinenza da stress, cioè la perdita di piccole quantità di urina mentre, ad esempio, si tossisce, si starnuta, si sbadiglia o si fa esercizio fisico, dovuta in gran parte ad un indebolimento dei muscoli della parete pelvica che sostengono la vescica urinaria.

Sebbene i ricercatori non abbiano ancora completamente chiarito i fattori alla base dell’incontinenza da stress, sembra certo che fra questi vi siano l’obesità, il diabete ed anche alcune condizioni come lo stato di gravidanza, che aumenta la pressione della parete pelvica. Nei partecipanti al DPP, il calo ponderale non ha attenuato l’incontinenza da stimolo, cioè la perdita di urina in momenti inaspettati. L’incontinenza da stimolo è strettamente associata ad uno stato di iperattività dei nervi che controllano la vescica, provocando in tal modo contrazioni inaspettate.

Più di 13 milioni di persone negli Stati Uniti, in particolare persone di mezza età e donne anziane, non hanno un controllo ottimale della vescica. Le donne in sovrappeso o con diabete tipo 2 hanno un rischio superiore del 50 – 70% di incontinenza. In un campione selezionato da uno studio del National Health (2001-2002), una donna con diabete o pre-diabete su tre ha rivelato di aver avuto uno o più episodi di incontinenza urinaria alla settimana.

Alcuni studi hanno mostrato che un aumento dell’attività fisica peggiora l’incontinenza, ma i partecipanti al DPP assegnati al primo gruppo ai quali era stata prescritta attività fisica moderata, ad esempio camminate regolari, non hanno subito peggioramenti dell’incontinenza.

“L’incontinenza urinaria è una condizione economicamente gravosa e socialmente limitante che influisce sulla qualità della vita e rappresenta un peso psicologico notevole per molte donne. Per le donne a rischio di diabete tipo 2, un modesto calo di peso può essere utile ad alleviare l’incontinenza, soprattutto l’incontinenza da stress”, spiega Leroy Nyberg, del National Institute of Diabetes and Digestive and Kidney Diseases (NIDDK), fondatore dello studio.

Circa 21 milioni di persone negli Stati Uniti (7% della popolazione) hanno il diabete e, quello di 2 rappresenta circa il 95% di tutti i casi di diabete. L’impatto del diabete tipo 2 è drammaticamente aumentato negli ultimi 30 anni, dovuto soprattutto all’epidemia di obesità. Inoltre, circa il 40% degli statunitensi tra i 40 e i 74 anni (41 milioni di persone) hanno il pre-diabete, condizione che aumenta il rischio di sviluppare diabete tipo 2 e malattie cardiovascolari.


Tratto da: Doctor’s Guide – Fonte: National Institutes of Health
Traduzione e adattamento a cura di Alberto Zambelli

Data ultimo aggiornamento: Venerdì, 17 Febbraio 2006 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2006/n2006_013.html