Diabete gestazionale

La “ipotesi del feto iperattivo”

A cura di Elisabetta De Robbio

Mentre è noto che le donne gravide con diabete tendono ad avere bimbi abnormemente sovrappeso, condizione chiamata macrosomia, una recente ricerca suggerisce che una maggior attività fetale potrebbe ridurre tale rischio L’ “ipotesi del feto iperattivo” è stata proposta come una possibile spiegazione, suggerendo che un’intensa attività fetale possa contrastare gli effetti promotori della macrosomia dovuti agli alti livelli glicemici della madre.

Come riportato nella rivista medica Diabetes Care, il Dr. Lois Jovanovic, dell’Istituto Sansum di Ricerca Diabetologica in Santa Barbara (California), ed i suoi colleghi hanno provato quest’ipotesi in uno studio sviluppato in tre fasi coinvolgendo 96 donne con diabete gestazionale.
Nella prima fase, includendo 10 donne, i ricercatori hanno dimostrato che l’attività fetale è pressoché costante da un giorno all’altro.

La seconda fase, nella quale sono state incluse 13 donne e che comportava l’uso di un dispositivo domiciliare per il monitoraggio fetale, ha dimostrato che i feti definiti attivi, con almeno 4 accelerazioni della frequenza cardiaca registrate in un periodo di 20 minuti, rimangono sempre attivi, mentre i feti non attivo rimangono sempre inattivi.

Infine, nella terza e più ampia fase, con l’inclusione di 46 madri, i ricercatori hanno dimostrato che il peso medio alla nascita dei feti attivi era circa al 37esimo percentile, significativamente meno che il 62esimo percentile dei feti non attvi. La macrosomia è tipicamente definita come un peso alla nascita superiore al 90esimo percentile in relazione all’epoca gestazionale.“Il feto sembra giocare un ruolo determinante nel proprio destino”, hanno scritto Jovanovic e colleghi.

Concludono: “Comunque, la normoglicemia è l’obiettivo della terapia per tutte le donne con diabete, in quelle donne nelle quali i feti dovessero manifestare meno movimenti, un intensificarsi delle attenzioni ed il trattamento dell’iperglicemia è di estrema importanza”.


Tratto da Reuters Health - Fonte: Diabetes Care. 29:63-67, 2006
A cura di Elisabetta De Robbio

Data ultimo aggiornamento: Venerdì, 27 Gennaio 2006 619:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2006/n2006_004.html