Sanità pubblica
Veneto all’avanguardia nella cura delle ulcere cutanee croniche: appropriatezza e controllo dei costi
A cura di Guido Seu
Presentato a Sanità Futura (Cernobbio) un progetto pilota della Regione. L’obiettivo: abbattere i costi di una patologia diffusa e ottimizzare l’uso del personale in assistenza domiciliare integrata con il supporto del “Sistema Domino” di Smith & Nephew
Diabete, aumento della durata media della vita: sono numerose le cause che in Italia stanno portando ad un vistoso aumento del dramma delle ulcere cutanee croniche. Si parla di oltre 2 milioni di persone che nei prossimi 5 anni aumenteranno dell’8% all’anno, assorbendo l’1% dell’intero budget per la spesa sanitaria solo per medicazioni e personale.
Le lesioni croniche vengono trattate prevalentemente in assistenza domiciliare integrata, ma i modelli organizzativi più diffusi nel Paese non sempre garantiscono qualità ed efficienza. Inoltre, il trattamento di questa patologia è una delle voci più costose in termini di risorse. Se si continuerà a trattare le ulcere con i sistemi tradizionali, ci sarà un vertiginoso aumento dei costi per la Sanità: si parla di 700 milioni di euro entro il 2009, + 113% rispetto ad oggi.
Parole d’ordine per la Sanità sono dunque controllo dei costi e appropriatezza della cura, quindi risparmio, ma con la migliore prestazione clinica. Tutto ciò implica una riorganizzazione dell’assistenza. Non solo: altri problemi nodali sono oggi l’integrazione ospedale-territorio e la definizione degli standard di cura.
La Regione Veneto ha presentato a Sanità Futura 2005 (Cernobbio - Como) il Progetto pilota, “Percorsi diagnostico-terapeutici integrati Ospedale-Territorio per la gestione delle ulcere”.
La metodologia innovativa su cui si fonda il progetto prevede la definizione di percorsi diagnostico-terapeutici basati sull’evidenza clinica e secondo criteri di equità e di appropriatezza, come strumento di controllo clinico, organizzativo e di costo. Questi percorsi saranno condivisi da tutti i soggetti coinvolti - medici di medicina generali, ospedalieri, universitari, specialisti, infermieri…- adeguatamente formati, e saranno sottoposti a costante verifica e monitoraggio.
Il Progetto rappresenterà un documento scientifico di grande rilevanza perché è il frutto della straordinaria collaborazione di ben 61 specialisti operanti in Veneto, alcuni dei quali opinion leader a livello mondiale, appartenenti alle più autorevoli realtà nazionali in campo universitario, ospedaliero e privato.
Il Progetto, patrocinato dalla Regione Veneto, coordinato dall’USSL 16 e comprendente le strutture sanitarie afferenti alle USSL 14, 15 e 17, è iniziato il 12 ottobre 2005 con il primo di una serie di corsi di formazione, indirizzati al personale dei Distretti e delle Residenze Sanitarie Assistenziali.
Nel corso del workshop organizzato dall’azienda di dispositivi medici Smith & Nephew, leader mondiale nei trattamenti delle lesioni cutanee, la nuova metodologia per la definizione dei percorsi diagnostico-terapeutici delle ulcere cutanee croniche in Assistenza domiciliare integrata è stata illustrata da Daniele Donato, Direttore Sanitario della Azienda ULSS 16 di Padova. Elemento cardine del progetto sarà l’utilizzo di un sistema gestionale particolarmente innovativo, il “Sistema Domino” di Smith & Nephew, per il monitoraggio ed il controllo dei profili di cura. Domino prevede l’utilizzo di medicazioni avanzate, un software per la gestione del paziente ulcerato, un programma di formazione del personale infermieristico con affiancamento sul campo, un contact center per il supporto costante degli specialisti al personale infermieristico, la definizione dei protocolli di cura.
Il Sistema Domino ha già dato risultati concreti nella AUSL di Bologna. Al workshop di Sanità Futura i dati sono stati illustrati dal Dott. Marco Masina, Direttore dell’Unità Operativa di Geriatria del Presidio Ospedaliero di Bentivoglio, AUSL di Bologna: la sperimentazione è stata condotta, nel 2004, su un campione di 25 pazienti con ulcere cutanee croniche in carico all’Assistenza Domiciliare, e ha portato ad un miglioramento in più del 80% dei casi. Da un punto di vista gestionale, la frequenza degli accessi per medicazioni effettuate ai pazienti affetti da ulcere croniche, è passata da 3,5 a 2,5 accessi per settimana, con una liberazione di risorse infermieristiche pari al 38%. Inoltre, il costo settimanale di trattamento delle ulcere si è ridotto del 34%. Come prima conseguenza, ha detto Masina, il personale infermieristico si è sentito più gratificato in quanto molto più coinvolto nel processo di gestione del paziente. Nel contempo, una razionalizzazione degli interventi ha reso maggiormente disponibili, in termini di tempo assistenziale, risorse umane che sono state così impiegate altrove assicurando cure a un maggior numero di sofferenti.
Fonte: Smith & Nephew, comunicato stampa del 16 Novembre 2005
A cura di Guido SeuData ultimo aggiornamento: Venerdì, 2 Dicembre 2005 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2005/n2005_070.html