Epidemiologia

I diabetici neri meno soggetti alle malattie coronariche rispetto ai diabetici bianchi

A cura di Giuseppe Perillo

Con un sorprendente risultato, i ricercatori della Wake Forest University Baptist Medical Center hanno scoperto che gli uomini diabetici neri, soffrono in maniera considerevolmente inferiore di arteriosclerosi, o indurimento delle arterie, rispetto ai loro simili bianchi.

Nel numero di dicembre della rivista Diabetologia, è riportato quanto scoperto dal Dr. Barry I. Freedman ed i suoi colleghi e cioè che gli uomini Afro-Americani hanno un livello significativamente basso di placche aterosclerotiche calcificate nelle arterie coronarie e nelle carotidi nel collo, che forniscono sangue al cervello.

Questo impressionante risultato dice il Dr. Freedman, è stato riscontrato nonostante i soggetti neri avessero un maggiore livello di fattori di rischio convenzionali per malattie cardiache che, normalmente, dovrebbero promuovere le malattie alle coronarie. Oltre a quanto detto, è stato inoltre riscontrato che, negli stessi soggetti, vi è un aumento dello spessore delle pareti delle carotidi e, questo fenomeno, è largamente accettato (anche dal FDA Americano) come segnale per l’arteriosclerosi e come precursore di malattie alle coronarie. Nelle donne invece, sono state riscontrate solo delle differenze a livello di placche calcificate alle carotidi e non alle arterie coronarie.

I risultati provengono dal Diabetes Heart Study, condotto sulle famiglie del Nord Carolina (USA), nelle quali almeno due fratelli/sorelle erano affetti da diabete di tipo 2 o diabete non insulino-dipendente. I ricercatori, tutti del Wake Forest, hanno riunito per questo studio 1.000 partecipanti bianchi provenienti da 369 famiglie e 180 partecipanti neri provenienti da 74 famiglie. I soggetti neri presentavano una maggiore pressione sanguigna, un maggiore livello di LDL (colesterolo cattivo), un maggiore livello di colesterolo complessivo, un’elevata glicemia e tutta una serie di altri segnali che sono considerati dei fattori di rischio per l’arteriosclerosi.

Il Dr. Freedman insieme con il Dr. John H. Felts, Professore di Medicina Interna e capo della Sezione di Nefrologia, dicono che questo è stato il primo studio effettuato per comparare la differenza riguardante l’arteriosclerosi che c’è tra i diabetici di tipo 2 neri e bianchi in quanto, in precedenza, era stato effettuato uno studio simile ma atto a comparare solo le persone ipertese. Per questo motivo, precisa il Dr. Freedman, lui ed il suo team continueranno a studiare cosa causa queste differenze biologiche forse attribuibili ad un fattore ereditario o genetico.

Lo studio del Dr. Freedman, è in linea con i risultati di due grandi studi clinici che hanno rivelato che il rischio di un attacco di cuore nei neri è del 50% inferiore ai bianchi ma solo se l’accesso alla sanità è uguale. Infatti, è dimostrato che, in generale, la popolazione nera segna un numero maggiore di morti per attacchi di cuore o infarti e questo è collegato al fatto che i neri non sempre hanno un accesso paritario ad una sanità di qualità così come avviene per i bianchi.

Il Dr. Freedman conclude dicendo che il 14.9% di tutti i neri ha il diabete – una parte non diagnosticato – e il 6.3% ha una ridotta tolleranza al glucosio che significa che l’organismo metabolizza i carboidrati molto lentamente. In media, un individuo Afro-Americano è due volte più a rischio ad avere il diabete rispetto ad un suo pari bianco. La prevalenza del diabete tra gli Afro-Americani, d’età compresa tra i 40 ed i 74 anni, è raddoppiata dall’8.9% del 1976-1989 al 18.2% del 1988-1994.


Tratto da: Doctor’s Guide - Fonte: Wake Forest University Baptist Medical Center
Traduzione e adattamento a cura di Giuseppe Perillo

Data ultimo aggiornamento: Martedì, 29 Novembre 2005 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2005/n2005_068.html