Terapia

Un frequente controllo glicemico in terapia intensiva potrebbe incrementare le infezioni da piaghe

A cura di Ginette Marra

Uno stretto controllo glicemico apporta miglioramenti in caso di infarto miocardico, di bypass coronarico ed in pazienti trapiantati ricoverati presso Unità di Terapia Intensiva (UTI) e, molti di questi centri, usano ormai questo controllo per tutti i pazienti sottoposti a terapia intensiva.

Tuttavia, uno studio recente indica che questo tipo di controllo non sembra dare gli stessi benefici per quanto riguarda i pazienti di chirurgia generale e vascolare in UTI, e sembra addirittura che aumenti il rischio di infezioni da piaga.

“Crediamo che l’insulina per fleboclisi inibisca il rilascio di glucosio necessario a curare i tessuti,” dice il principale autore Michael Kia, Responsabile del reparto di Chirurgia Generale al Genesys Regional Medical Center di Grand Blanc (USA).

Il Dr. Kia ha presentato questo studio al meeting annuale dell’American College of Surgeons (ACS), che si è tenuto il 19 Ottobre, in cui ha valutato i risultati su circa 265 pazienti chirurgici che seguivano, a caso, convenzionali controlli glicemici o controlli più severi all’ammissione in UTI. Il controllo glicemico convenzionale manteneva un livello di glicemia tra i 180 e i 200 mg/dl; un controllo più stretto manteneva invece la glicemia tra 75 e 115 mg/dl. La maggioranza dei pazienti (72%) erano stati ammessi in UTI secondo procedure chirurgiche generali e gli altri per emergenze elettive, addominali o ancora per patologie vascolari.

In modo significativo, molti pazienti hanno dovuto ricorrere all’insulina ma, dosi più elevate sono state somministrate nel gruppo in cura intensiva, rispetto a dosi minori nel gruppo trattato in modo convenzionale (78% vs. 41%; 50 U vs. 21 U, rispettivamente). Le crisi ipoglicemiche sono state più frequenti nel gruppo in terapia intensiva ma non in modo del tutto rilevante (4% vs. 1.3%).

Tuttavia, non sono state rilevate differenze significative tra entrambi i gruppi nella frequenza di condizioni morbose.

È stata rilevata una piccola ma significativa differenza nel ricorso a trasfusioni di sangue favorendo il gruppo seguito con controlli convenzionali (72 vs. 84). Tuttavia, il gruppo convenzionale ha mostrato sepsi in maniera più significativa, in quanto la temperatura corporea superava i 38 gradi C con 158 casi vs. 106 casi, benché non così alta come nei casi di setticemia. La durata di infezioni da piaghe non è risultata statisticamente diversa in entrambi i gruppi durante la permanenza in unità di Terapia Intensiva (14 giorni per il gruppo convenzionale contro i 9 giorni del gruppo a più stretto controllo). Alla dimissione dall’UTI, i pazienti del gruppo sotto stretto controllo è stato soggetto in modo più significativo ad infezioni da piaghe. La mortalità non è stato un dato significativo di differenza tra i due gruppi ma segnava una tendenza maggiore nel gruppo a più stretto controllo glicemico, dice il Dr. Kia.

Ulteriori studi clinici saranno necessari per verificare il ruolo del stretto controllo glicemico nei pazienti di chirurgia vascolare nel trattamento in terapia intensiva.


Tratto da Doctor’s Guide - Fonte: Annual Meeting of American College of Surgeons
Traduzione e adattamento a cura di Ginette Marra

Data ultimo aggiornamento: Giovedì, 3 Novembre 2005 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2005/n2005_063.html