Patogenesi
Il fumo di tabacco aumenta il rischio di sindrome metabolica negli adolescenti
A cura di Natalia Ciani
Secondo uno studio pubblicato ad Agosto sulla rivista dell’American Hearth Association “Circulation”, gli adolescenti, soprattutto se in sovrappeso, che sono esposti al fumo di tabacco sono a rischio di sviluppare la sindrome metabolica.
Si tratta del primo studio che ha messo in relazione la sindrome metabolica con l’esposizione al tabacco nella fascia d’età adolescenziale.
La sindrome metabolica si configura come un gruppo di condizioni che aumentano il rischio cardiovascolare. Essa si sviluppa spesso nel corso dell’infanzia ed è associata con la resistenza insulinica, che è un disordine metabolico caratterizzato da un non efficiente utilizzo dell’insulina.
Secondo il principale autore di questo studio, il Dr. Michael Weitzam, Direttore esecutivo dell’Accademia Americana del Centro di Pediatria per la ricerca della salute dei bambini e professore e associato alla cattedra della Rochester School of Medicine and Dentistry a New York (USA).
Negli adolescenti la sindrome metabolica colpisce innanzitutto chi è in sovrappeso o a rischio di esserlo; questo gruppo di teenager è triplicato negli ultimi venti anni. I ricercatori hanno osservato che sta crescendo il segmento della popolazione giovane notevolmente esposta a questa sindrome ed anche conseguentemente a premature malattie cardiovascolari ed al diabete di tipo 2. Mancando una definizione universalmente riconosciuta della sindrome metabolica negli adolescenti, i ricercatori hanno individuato tre condizioni alla base della sindrome stessa: la circonferenza della vita in almeno il 90° percentile per età e sesso; la pressione sanguigna al di sopra il 90° percentile per età, sesso e peso; ipertrigliceridemia; bassa densità di HDL o “colesterolo buono”; glucosio elevato a digiuno.
Gli studiosi hanno analizzato 2.273 adolescenti tra i 12 e i 19 anni usando i dati forniti dal CDC’s National Health and Nutrition Examination Survey III. Ai ragazzi e ai loro familiari è stato chiesto se qualcuno a casa aveva mai fumato e, inoltre, ai primi sono stati eseguiti esami di laboratorio su sangue ed urine.
Questo è stato il primo studio in tutte le fasce d’età che ha usato l’auto-segnalazione dell’esposizione al fumo di tabacco insieme all’analisi della nicotina nel fegato, tramite la misurazione della cotonina, il biomarker della nicotina. I due terzi degli adolescenti che non avevano fumato avevano livelli di cotonina compresi fra 0.05 e 15 nanogrammi per millilitro, cosa che indicava l’esposizione al fumo passivo.
I ricercatori hanno trovato che: complessivamente il 5.6% di tutti gli adolescenti hanno la sindrome metabolica; il 1.2% dei non esposti al fumo ha la sindrome metabolica; il 5.4% di coloro i cui livelli del biomarker indicavano l’esposizione al fumo hanno la sindrome come anche l’8.7% dei fumatori. Il Dr. Weitzam afferma che, se si è esposti al fumo passivo, si ha una probabilità 5 volte maggiore di sviluppare la sindrome, mentre il fumo aumenta il rischio 6 volte di più rispetto alla non-esposizione. La forza della correlazione dose-risposta è stata una sorpresa per il Dr. Weitzman. Egli afferma: “Ci aspettavamo di osservare qualcosa, ma ciò che abbiamo osservato sono enormi differenze dal punto di vista epidemiologico”.
Gli effetti più drammatici sono stati rilevati negli adolescenti in sovrappeso o a rischio: il 5.6% dei non esposti ha la sindrome; il 19.6% degli esposti ha la sindrome; il 23.6% dei fumatori ha la sindrome. Altri sottogruppi associati ad un elevato rischio della sindrome sono: l’8.1% dei maschi a confronto del 2.9% delle femmine, il 6.7% degli americani messicani e il 6.5% dei bianchi, a confronto con il 3.1% dei neri, hanno la sindrome metabolica.
Weitzman ha detto che il gruppo di ricerca ripeterà lo studio quando saranno stati raccolti dati sufficienti dalla più recente indagine di NHANES. Tuttavia, non c’è motivo di credere che le implicazioni saranno meno importanti poiché l’epidemia di obesità continua.
Circa il 16% di tutti i bambini ed adolescenti statunitensi sono in sovrappeso, secondo l’American Hearth Association. “Questo è un gruppo in cui è fondamentale ridurre l’esposizione al fumo passivo e il fumo attivo”, afferma Weitzman.
Tratto da Doctor’s Guide - Fonte: Circulation. Aug 2005; 112: 862 - 869
Traduzione e adattamento a cura di Natalia CianiData ultimo aggiornamento: Giovedì, 6 Ottobre 2005 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2005/n2005_056.html