Prevenzione: saranno meglio sorvegliate le lesioni della retina e del piede, che conducono alla cancrena
Diabete: complicanze mal monitorate
di Catherine Petitnicolas - Tratto da Le Monde, 8 Luglio 2005
Meno di un diabetico su due beneficia di un controllo annuale del fondo dell’occhio, un esame che permette di individuare precocemente le lesioni della retina, principale causa di cecità prima dei 50 anni di età. Inoltre, soltanto il 20% dei diabetici è controllato regolarmente per individuare eventuali ulcerazioni della pianta dei piedi, che, non curate, possono condurre all’amputazione di dita e gambe. In questo contesto, la Direction générale de la santé, i diabetologi e le associazioni di diabetici (1) si stanno mobilitando per migliorare il monitoraggio di queste due grandi complicanze del diabete, promuovendo una campagna d’informazione con locandine da affiggere negli studi medici e nelle farmacie.
Per individuare le lesioni della retina, tre centri in Ile de France, Bourgogne e Nord-Pas de Calais, hanno utilizzato la retinografia, un esame della retina tramite fotografia digitale, che non richiede la dilatazione preliminare della pupilla (il paziente può così rientrare facilmente da solo, senza problemi) e che permette di visualizzare le prime lesioni. Questa tecnica ha già passato la prova dei paesi anglosassoni e di quelli dell’Europa settentrionale.
L’esame, semplice e indolore, viene realizzato da personale qualificato, sia in centri specifici, sia su mezzi itineranti, come nel Nord, nei dintorni di Béthune. Le fotografie digitali vengono teletrasmesse ad un centro di coordinamento per essere interpretate da uno specialista che invia a sua volta il referto al paziente ed al suo medico. Nel caso in cui si riscontrino anomalie, un oftalmologo potrà fissare un incontro col paziente e, se necessario, trattarlo con fotocoagulazione laser.
Con le attuali carenze di specialisti nel campo dell’oftalmologia, il retinografo permette di esaminare e “selezionare” un numero di pazienti molto maggiore. Gli oftalmologi possono così dedicarsi alle sole persone che richiedono un trattamento. La valutazione di questi tre centri dovrebbe permettere di scegliere ed estendere la modalità di screening che si riterrà più adeguata.
Un altro argomento preoccupante, è quello delle complicanze legate alla lesione dei piccoli vasi sanguigni (arterite) e dei nervi dei piedi e delle gambe (neuropatia), causa di ulcerazioni che possono condurre anche all’amputazione. “Circa 16.000 amputazioni (dita, gambe...) all’anno sono dovute al diabete”, sottolinea il dr. Michel Varroud-Vial, presidente dell’Association de coordination des réseaux diabète (Ancred). Siccome il diabete mal controllato riduce la sensibilità del piede, il paziente non percepisce più le aggressioni delle scarpe, e le lesioni che ne derivano possono ulcerarsi e quindi incancrenire. è importante per questo sottolineare l’importanza dell’esame annuale dei piedi, che si pratica con uno strumento molto semplice – monofilamento da 10 grammi, cioè un filamento di nylon montato su una specie di bastoncino di plastica. Il filo di nylon viene appoggiato (con una pressione di 10 grammi) sulla pianta del piede del paziente, che deve dire se avverte o meno tale pressione. L’esame permette al medico di valutare il rischio di lesioni. “questo rischio si rivela ‘elevato’ per il 10% dei diabetici, che devono essere seguiti in modo specifico”, precisa il dr. Varroud-Vial. Per i pazienti con lesioni ai piedi di categoria 2 e 3, si impone una visita ogni due mesi da parte di un podologo esperto. Ma queste cure non sono rimborsate, ad eccezione dei centri dove si assistono i diabetici ad alto rischio. 30.000 di essi ne beneficiano già nei 70 centri che uniscono medici, infermieri e podologhi. Se l’esperienza si rivelasse efficace, dovrebbe essere generalizzata al massimo entro uno o due anni.
Ricordiamo che in Francia più di due milioni di persone sono affette da diabete; tra queste, il 90% soffre di un diabete di tipo 2, trattato con farmaci, ed il 10% di tipo 1, che richiede iniezioni quotidiane d’insulina. Ma esistono probabilmente da 200.000 a 500.000 persone che hanno un diabete di tipo 2 non ancora diagnosticato, dunque non trattato. Questa malattia è generalmente individuata soltanto al momento delle complicanze vascolari: sia ai grandi vasi, che possono portare ad infarto o ictus, sia ai piccoli vasi della retina, dei reni (insufficienza renale) e degli arti inferiori. Le spese dovute al diabete rappresentano una voce considerevole nel bilancio della sanità: 4,9 miliardi nel 1998 e 5,7 miliardi nel 2000, il 10% dei pazienti sui quali pesa il 50% delle spese.
(1) Associazione francese dei diabetici: afd@afd.asso.fr
Allô Diabète: 01.40.09.68.09
www.maison-diabete.info e www.ancred.org
Tratto da Le Monde, 8 Luglio 2005
Traduzione e adattamento a cura di Guido SeuData ultimo aggiornamento: Giovedì, 14 Luglio 2005 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2005/n2005_044.html