Farmacologia
I diuretici sono farmaci efficaci nelle persone con diabete ed ipertensione
A cura di Valentina Maria Cambuli
Nelle persone affette da diabete, i diuretici producono un beneficio almeno quanto gli ACE-inibitori ed i calcio antagonisti nella protezione dall’infarto e nel miglioramento della sopravvivenza, ed offrono migliore protezione contro lo scompenso cardiaco.
Le ultime acquisizioni del trial “ALLHAT” sul trattamento antipertensivo e ipolipemizzante come prevenzione dell’infarto (Antihypertensive and Lipid-Lowering Treatment to Prevent Heart Attack Trial), sponsorizzato dal National Heart, Lung, and Blood Institute, sono state pubblicate nel numero del 27 Giugno degli Archives of Internal Medicine.
ALLHAT è il più grande studio realizzato per mettere a confronto le tre principali classi di farmaci per il trattamento dell’ipertensione. Lo studio originalmente ha riportato nel 2002 che i diuretici erano più efficaci come trattamento iniziale della pressione alta nel proteggere dall’infarto. Le analisi più recenti mostrano come anche fra i diabetici e fra le persone con glicemia alterata a digiuno – condizione di pre-diabete- i diuretici (farmaci meno costosi rispetto alle altre due categorie analizzate) sarebbero non solo altrettanto efficaci, ma addirittura migliori per alcune persone.
Circa il 73% degli adulti diabetici presentano livelli pressori elevati (uguali o superiori ai 130/80 mmHg) o sono sotto terapia con farmaci antipertensivi. Sia il diabete che l’ipertensione sono fattori di rischio maggiori per la patologia coronarica e, quando sono presenti entrambi, c’è un significativo incremento del rischio di sviluppo di nefropatia o cardiopatia. L’ipertensione può portare allo scompenso cardiaco congestizio, una condizione in cui il cuore non è in grado di pompare adeguatamente il sangue.
“Il controllo dell’ipertensione è di primaria importanza specialmente per le persone diabetiche. Le nostre acquisizioni dimostrano i vantaggi dei diuretici nei diabetici come anche nelle persone con alterata o normale glicemia a digiuno” dice il direttore del NHLBI Dr. Elizabeth G. Nabel. “Come medico ho potuto constatare le conseguenze di ipertensione e diabete non adeguatamente controllati. I nostri risultati dimostrano come molte persone possano essere protette da tutti questi danni”.
Lo studio ALLHAT sulla pressione arteriosa era uno studio randomizzato, in doppio cieco, che ha coinvolto 42.418 partecipanti con pressione alta, di età uguale o superiore ai 55 anni. Di questi 31.512 sono stati assegnati in modo randomizzato ad una terapia con diuretico (clortalidone), con calcio-antagonista (amlodipina) o con ace-inibitore (lisinopril). 13.101 avevano il diabete, 1.399 avevano una glicemia elevata a digiuno e 17.012 avevano un livello di glicemia normale.
Rispetto all’ACE-inibitore ed al calcio-antagonista, il diuretico era:
- più efficace contro lo scompenso cardiaco congestizio in pazienti con o senza diabete (di circa 1/6 rispetto all’ACE-inibitore e 1/3 rispetto al calcio-antagonista).
più efficace nell’abbassare la pressione sistolica nei soggetti diabetici e non.
almeno ugualmente protettivo contro l’infarto fatale o no nelle persone diabetiche, in quelle con elevata glicemia a digiuno e in quelle non diabetiche.
ugualmente protettive contro la morte da tutte le cause, la nefropatia in stadio terminale o il cancro nelle persone con diabete, in quelle con elevata glicemia a digiuno e nelle persone non diabetiche.
nei partecipanti afro-americani, più efficace contro l’ictus nelle persone con o senza diabete, rispetto all’uso degli ACE-inibitori.
“Questo studio mostra il vantaggio dei diuretici nella prevenzione dallo scompenso cardiaco congestizio nella maggior parte dei pazienti con ipertensione arteriosa, indipendentemente dalla presenza di diabete. Poiché la risposta ai farmaci è differente nei diversi pazienti è comunque auspicabile la discussione del trattamento antipertensivo con il proprio curante prima di pensare ad una modifica della terapia in corso” avverte il Dr. Jeffrey Cutler, consulente del NHLBI.
“Risultano più infarti fra i partecipanti con alterata glicemia a digiuno che prendono calcio-antagonisti piuttosto che fra quelli che assumono diuretici. Questo risultato risulta inaspettato e discordante rispetto ad altri studi e quindi potrebbe trattarsi di una osservazione casuale”, dice lo stesso Cutler.
Studi precedenti hanno trovato che gli ACE-inibitori rallentano la progressione del danno renale nei pazienti diabetici con nefropatia, i quali generalmente presentano proteinuria. ALLHAT non prevedeva la raccolta delle urine per misurare il livello di albuminuria, quindi non è possibile dire quale farmaco fra diuretico ed ACE-inibitore sia migliore per questo aspetto. Tuttavia, un report del Trial ALLAHT nel numero del 25 Aprile di Archives of Internal Medicine, non trova differenze fra i due trattamenti nella progressione della nefropatia fra i pazienti diabetici con ridotta funzione renale.
Tratto da The National Institutes of Health - Fonte: Arch Intern Med. 2005;165:1401-1409
Traduzione e adattamento a cura di Valentina Maria CambuliData ultimo aggiornamento: Lunedì, 11 Luglio 2005 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2005/n2005_043.html