Terapia
Rivisitazione del “fenomeno alba” e sue implicazioni nella terapia del diabete
A cura di Giuseppe Perillo
Un recente studio, si è posto come obiettivo di riassumere tutti i dati sull’importanza, la prevalenza, la variabilità, la patogenesi e la gestione del “fenomeno alba” nei pazienti con diabete mellito.
Il “fenomeno alba” è un termine utilizzato per descrivere una iperglicemia o un aumento del fabbisogno di insulina necessario al mantenimento di una normoglicemia durante le prime ore del mattino, in assenza di una ipoglicemia antecedente o di decrescenti livelli di insulina. Per essere clinicamente rilevante, il “fenomeno alba” dovrebbe evidenziare un livello di glicemia maggiore di 180 mg/dl o, un aumento del fabbisogno di insulina pari al 20% dal punto più basso durante la notte. Esistono alcune controversie riguardo la frequenza, la riproducibilità e la patogenesi.
Approssimativamente, il 54% dei pazienti con diabete di tipo 1 ed il 55% dei pazienti con diabete di tipo 2 sperimentano il “fenomeno alba”, quando viene usata la suddetta definizione quantitativa. Il più probabile meccanismo patogenetico che sta alla base del “fenomeno alba” è la diminuzione della sensibilità insulinica nel fegato e nei muscoli mediata dall’ormone della crescita, ma l’esatto percorso biochimico coinvolto è tuttora sconosciuto.
Decisioni terapeutiche atte a correggere rapidamente l’iperglicemia a digiuno, dovrebbero prendere in considerazione le variabili e l’importanza del “fenomeno alba” nei pazienti in maniera individuale. Una insulinizzazione efficace sembra essere la maniera migliore per minimizzare gli effetti del “fenomeno alba” ma, attualmente, non esistono preparazioni sottocutanee di insulina in grado di mimare la secrezione di insulina basale di un pancreas sano.
Quindi, l’aumento delle dosi bed-time di farmaci ipoglicemizzanti con picchi d’azione notturni, potrebbero correggere l’iperglicemia della mattina ma potrebbero essere associate ad ipoglicemie indesiderate durante la notte. L’uso di un microinfusore può facilitare la prevenzione delle iperglicemie della prima mattina nei pazienti selezionati.
Fonte: AACE American Association of Clinical Endocrinologists
Traduzione e adattamento a cura di Giuseppe PerilloData ultimo aggiornamento: Lunedì, 6 Giugno 2005 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2005/n2005_039.html