Casi clinici
Rari casi di nausea e vomito in pazienti trattati con insulina glargine
A cura di Natalia Ciani
L’insulina glargine è un analogo dell’insulina ed ha un assorbimento ritardato ed un’azione prolungata costante nel tempo. Una donna di 34 anni affetta da diabete mellito, è stata trattata per sei anni con un’insulina isofano bifasica, cioè costituita da una miscela, somministrata due volte al giorno.
Nel corso della gravidanza tale regime venne sostituito con insulina ad azione rapida ed insulina ad azione prolungata, per poi tornare successivamente alla precedente terapia con l’uso di un’altra insulina premiscelata. In nessun caso la paziente ha avuto effetti indesiderati o malattie o complicazioni connesse al diabete. Dopo ventiquattro ore dall’inizio della terapia con l’insulina rapida e l’insulina glargine iniziò a lamentarsi per la nausea, che non poteva essere causata né da una gravidanza né da un’infezione e che durò per sei settimane. Nel corso di questo periodo vi fu una diminuzione dei livelli di emoglobina glicosilata, che scese da 9.8 % a 8.6%, ma alla nausea aveva iniziato a seguire anche il vomito che non si arrestava neanche ricorrendo agli antiemetici. La glargine venne sostituita con un’insulina isofano ad azione prolungata, cosa che fece cessare in due giorni i sintomi.
Nei seguenti tre mesi la paziente si sentì bene ma il controllo glicemico peggiorò tanto da farle tentare nuovamente la terapia con la glargine. La nausea ritornò in alcune ore e continuò per diversi giorni fino a che l’insulina glargine continuava ad essere somministrata.
L’insulina glargine è generalmente ben tollerata fatta eccezione per l’eventuale irritazione della sede in cui viene praticata l’iniezione.
La Committee on Safety of Medicines ha ricevuto altre tre segnalazioni di nausea e due di vomito, da quando l’insulina è stata immessa sul mercato britannico (vedi: www.yellowcard.gov.uk). Questi effetti hanno grande importanza nei pazienti con diabete di tipo 1 poiché possono predisporre alla chetoacidosi. Per di più, periodi prolungati di nausea possono essere attribuiti erroneamente ad una neuropatia gastrica, portando a indagini cliniche e terapie assolutamente non necessarie.
Fonte: BMJ. 2005;330:455
Data ultimo aggiornamento: Lunedì, 4 Aprile 2005 6:30:00
Traduzione e adattamento a cura di Natalia Ciani
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2005/n2005_022.html