Cardiologia
Minoranze etniche e diabete: in aumento il rischio di cardiopatia ed ictus
A cura di Valentina Maria Cambuli
Riconoscendo la presenza allarmante di diabete e malattie cardio-vascolari nelle minoranze etniche, la American Diabetes Association (ADA) e l’American College of Cardiology (ACC) stanno richiamando sempre più l’importanza di estendere la consapevolezza e la conoscenza del diabete e delle sue complicanze in queste popolazioni. E’ stato scelto in particolare il mese di Febbraio, che è il mese americano per la prevenzione cardiologica, ma anche il mese dedicato alla storia e alla tradizione dei Neri d’America. Si pensa in questo modo di richiamare l’attenzione delle persone diabetiche, particolarmente di quelle appartenenti a minoranze etniche, non solo sul loro bagaglio culturale, ma anche sulla loro salute. Le statistiche infatti dimostrano che nelle minoranze il rischio per il diabete e le altre complicanze sta incrementando: gli afro-americani sono 1.6 volte più a rischio di manifestare diabete rispetto ai bianchi non ispanici, i nativi americani 2.2 volte ed i latini 1.5 volte.
Gli adulti diabetici di qualunque etnia hanno un rischio doppio - quadruplo di infarto o ictus rispetto a persone di pari età non diabetiche, ed hanno lo stesso rischio cardiovascolare di chi ha già avuto un precedente infarto. Secondo James Galloway, medico e direttore del Programma di Prevenzione Cardiologica per i Nativi Americani dell’Università dell’Arizona, si sta assistendo ad un aumento di incidenza di diabete e di complicanze cardiache correlate fra le minoranze etniche e questo problema deve essere necessariamente affrontato con decisione e rapidità. Tutte le persone diabetiche possono ridurre il loro rischio cardio-vascolare tramite delle piccole modifiche al proprio stile di vita. L’ADA e l’ACC raccomandano la piena collaborazione di medici e pazienti per la gestione de “l’ABC del diabete” che consiste di queste tre procedure:
misurazione della A1C (emoglobina glicosilata), il test che misura la media delle glicemie lungo i 3 mesi precedenti, che dovrebbe essere al di sotto di 7 e controllata almeno 2 volte all’anno;
misurazione della pressione arteriosa (blood pressure), che dovrebbe essere inferiore a 130/80 e misurata ad ogni visita;
colesterolo (LDL, o “cattivo”) che dovrebbe essere al di sotto di 100 e controllato una volta all’anno.
I diabetici possono tenere sotto controllo i parametri dell’ABC con l’alimentazione, l’attività fisica e le prescrizioni mediche.
Anche dimagrendo si può aiutare l’ABC a rimanere o a rientrare nella norma, prevenendo così le patologie cardiovascolari. E’ importante che le persone con il diabete lavorino in accordo con i loro curanti per decidere quali passi intraprendere per raggiungere gli obiettivi ABC ed essere sicuri di procedere nella giusta gestione del diabete.
L’ADA e l’ACC hanno inoltre creato una risorsa liberamente consultabile su www.diabetes.org/makethelink: “Scegli di vivere: la tua guida di sopravvivenza al diabete” che fornisce modalità di auto-gestione del diabete, obiettivi, pianificazione dei pasti, consigli pratici per gestire la malattia in tutti i diversi aspetti.
Tratto da: Doctor’s Guide - Fonti: American Diabetes Association; American College of Cardiology
Data ultimo aggiornamento: Lunedì, 4 Aprile 2005 6:30:00
Traduzione e adattamento a cura di Valentina Maria Cambuli
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2005/n2005_020.html