Complicanze
Perdita di capacità uditiva nei bambini con diabete di tipo 1
A cura di Anna Manetti
Una recente ricerca, condotta da un gruppo di medici dell’Università Sultan Qaboos di Mascate (Oman), ha preso in esame il rapporto fra diabete di tipo 1 e peggioramento dell’udito, constatando che la perdita di capacità uditiva, soprattutto nelle frequenze medie e alte, può avvenire già precocemente nei bambini diabetici. Studi precedenti dello stesso genere avevano riguardato solo adulti diabetici non insulinodipendenti.
Il gruppo, guidato dal Dott. Abdelaziz Elamin, ha seguito presso il Khartoum Teaching Hospital in Sudan, 63 ragazzi al di sotto dei 18 anni, a cui era stato diagnosticato il diabete di tipo 1, e un numero uguale di soggetti di controllo sani. La valutazione dell’udito è stata eseguita con audiometrie e misurando le soglie di conduzione per via ossea e aerea in varie frequenze. La durata media del diabete al momento dello studio era di 5 anni e i livelli medi di emoglobina glicosilata erano 11,5%, indicando un cattivo controllo. Come previsto, la chetoacidosi diabetica era un sintomo presente nell’88% dei ragazzi.
Nella loro relazione, apparsa sul numero di gennaio di Indian Pediatrics, il Dott. Elamin ed i suoi colleghi osservano che, pur avendo tutti i giovani pazienti diabetici qualche grado di peggioramento uditivo neurosensoriale, in 21 di essi (33%) questo era superiore ai 25 decibel di perdita, il che è indicativo di un danno funzionale. La perdita di udito era leggera in 14 ragazzi, media in 4 e grave in altri 3, prevalentemente nelle frequenze medie e alte, cosa che rende difficile la comprensione delle parole.
Nell’insieme, il deficit uditivo corrispondeva alla durata del diabete, ai livelli di emoglobina glicosilata e al fabbisogno di insulina. Tuttavia, la sordità nelle alte frequenze, era correlata alla presenza di altre complicanze microvascolari a carico dei reni e della retina, facendo presupporre un’eziologia vascolare.
Responsabile del peggioramento dell’udito nel diabete di tipo 1, secondo il Dott. Elamin ed i suoi colleghi, potrebbe essere o una microangiopatia, che provoca l’occlusione dei capillari che irrorano l’apparato cocleare, o una neuropatia del nervo vestibolo-cocleare o una combinazione delle due cause. I ricercatori, però, concludono affermando che uno stretto controllo glicemico può prevenire o ritardare anche questo tipo di complicanza.
Tratto da: Reuters Health - Fonte: Indian Pediatrics. 2005; 42:15-21
Data ultimo aggiornamento: Domenica, 6 Marzo 2005 6:30:00
Traduzione e adattamento a cura di Anna Manetti
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2005/n2005_015.html