Terapia delle complicanze

Terapia combinata migliore per i reni rispetto alla monoterapia nei pazienti diabetici

Traduzione a cura di Natalia Ciani

Alcuni ricercatori giapponesi riferiscono che la terapia combinata con ACE-inibitore e inibitore del recettore dell’angiotensina II (ARB), sembra che abbia un maggiore effetto protettivo sul rene rispetto alla monoterapia basata sull’uso di entrambi i farmaci, persino quando questi sono somministrati a metà del loro normale dosaggio.

Sul numero di Gennaio dell’American Journal of Hypertension il Dr.Hiroshi ed i suoi colleghi dell’Osaka Univerity Graduate School of Medicine hanno affermato che gli ACE-inibitori e gli ARB hanno effetti di protezione sui reni in caso di malattie renali connesse al diabete.

Una nuova ricerca evidenzia come i due tipi di farmaci hanno differenti modalità d’azione oltre ai loro effetti sul sistema renina-angiotensina. In particolare, gli ACE-inibitori hanno come bersaglio il sistema callicreina-chinina coinvolto nella vasocostrizione, mentre l’ARB può bloccare l’angiotensina II prodotta indipendentemente dall’ACE.

Gli studiosi hanno stabilito che, combinando metà dose di ciascun farmaco, si avrebbero maggiori benefici che con la monoterapia nei pazienti diabetici con malattie renali.

Ventisette soggetti affetti da diabete di tipo 2, trattati per più di tre mesi con 10 mg di imidapril e con 8 mg di candesartan, erano passati rispettivamente a 5 mg e 4 mg giornalieri. I ricercatori hanno quindi misurato i livelli di albumina nelle urine e la pressione sanguigna all’inizio del nuovo trattamento ed a distanza di tre mesi. Mentre non sono stati registrati cambiamenti significativi nei livelli pressori, l’indice di albumina urinaria si era ridotta (da 79.4 mg/g Cre a 52.2 mg/g Cre).

Gli studiosi hanno dedotto che potenzialmente, la più efficace inibizione del sistema renina-angiotensina data dalla combinazione dei due farmaci, ha un effetto vasodilatatore predominante sulle arteriole efferenti, portando ad una riduzione della pressione intraglomerulare e, quindi, alla renoprotezione.

La conclusione dei ricercatori è stata: “L’efficacia clinica della terapia combinata giustifica la sua applicazione alla nefropatia diabetica e può contribuire ad un miglioramento della relativa prognosi”.


Tratto da: reuters Health - Fonte: Am J Hypertens. 2005;18:13-17
Ricerca a cura di Natalia Ciani

Data ultimo aggiornamento: Lunedì, 28 Febbraio 2005 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2005/n2005_013.html