Associazioni

Diabete: Colpiti 20 Mila Bimbi Italiani, ‘Modello Milano’ Per Assisterli a Scuola

Ricerca a cura di Carmelo D’Alessio

Sono circa 20 mila i bambini italiani ‘schiavi’ dell’insulina, malati di diabete giovanile (tipo I) e costretti a iniezioni quotidiane di ormone anti-zucchero. Per assisterli anche a scuola, con un infermiere ‘tutor’ in ogni istituto e diete personalizzate in mensa, arriva da Milano un modello ad hoc, promosso dall’Associazione aiuto giovani diabetici (Aadg) con l’obiettivo di arrivare a definire, in sinergia con l’Ufficio scolastico della Lombardia, speciali linee guida regionali da applicare già dal prossimo anno scolastico. In sperimentazione da tre anni nelle scuole materne ed elementari del capoluogo lombardo (sfruttato finora da una trentina di alunni), grazie a una collaborazione con l’Asl Città di Milano e Milano Ristorazione, le prospettive del programma di assistenza - “esportabile in tutta Italia”, assicurano gli ideatori - sono state illustrate oggi a Milano alla vigilia di un convegno in programma il 25 e il 26 febbraio all’Hotel Mellià cittadino.

Durante l’evento, organizzato per celebrare i 30 anni dalla fondazione di Aagd, sarà inoltre presentato un nuovo modo di gestire il diabete nei più piccoli. È ‘Insulin love and care’, importato dall’America e basato sul dialogo medico-paziente e sulla responsabilizzazione dei bambini malati. Tra le iniziative del progetto, che ha per madrina la presentatrice tv Maria Teresa Ruta, c’è anche la nascita di ‘Quelli che il micro’: un mini-club di ragazzi diabetici con la passione del calcio, volto a promuovere l’impiego dei microinfusori di insulina autoregolati ancora poco diffusi nel nostro Paese. In Italia li usa solo l’1,2% dei pazienti, contro una media europea del 6% e il 15% degli Usa.

“Aagd è nata nel 1975 a Milano su iniziativa di un gruppo di genitori”, ha ricordato il presidente dell’associazione, Achille Manfredi, nonno di un bimbo con diabete I. “Promuove incontri informativi e di aggiornamento, soggiorni educativi al mare, in montagna e all’estero e finanzia borse di studio per giovani ricercatori - ha riferito - oltre a offrire a pazienti e parenti ogni supporto di tipo pratico e psicologico”.

A casa e non solo, ha sottolineato Enrico Sangalli, responsabile del Progetto Scuola. Perché “anche a scuola - ha precisato - i piccoli diabetici hanno bisogno di iniezioni quotidiane all’ora di pranzo, controlli continui della glicemia, menù speciali e pronto intervento in caso di emergenza”. Un’assistenza che “il più delle volte resta a carico della famiglia”. Col risultato che, “ancora oggi, il bimbo diabetico viene spesso discriminato, trattato come un disabile ed escluso da attività collaterali come sport e gité”. Da qui ”il nostro programma di intervento, unico in Italia, che ora vogliamo esportare in provincia e in tutta le regione“.

Il motto il Aagd e di Insulin love and care è che “con il diabete si può imparare a convivere”, ha aggiunto Andrea Scaramuzza, pediatra esperto in diabetologia e consulente all’ospedale Sacco di Milano, elencando le “10 regole d’oro per bimbi e genitori”. Ecco il decalogo:

  1. Non esiste un diabete cattivo, ma un diabete difficile da gestire: il diabete non è solo un nemico da sconfiggere, ma può essere anche un amico ‘esigente’ con cui imparare a convivere;
  2. L’importante non è avere una vita normale, ma essere felici: affrontare il diabete con un sorriso aiuta, e se presta attenzione, un paziente può fare proprio tutto quello che fanno i suoi amici;
  3. Sopra tutto, l’autocontrollo: è importante che il ragazzo sia in grado di gestire il diabete da solo, così sarà più responsabile;
  4. Nascondere il diabete non serve a niente: parlare della propria malattia con gli altri aiuta ad accettarla e a essere più sereni;
  5. Falsificare non serve a niente: le bugie hanno le gambe corte ed è meglio uno strappo alla regola, ma fatto alla luce del sole;
  6. L’importante è avere accanto genitori sereni: devono essere un supporto, ma né troppo invadenti né troppo protettivi;
  7. Insegnanti ed educatori hanno un ruolo importante: non devono impedire al paziente di essere se stesso, perché questo atteggiamento porta il bambino solo a sentirsi un diverso;
  8. Il medico non è solo un meccanico del corpo: deve prendersi cura anche della persona, con le sue paure, angosce e speranze;
  9. Meglio in compagnia che soli (o male accompagnati): scambiarsi le esperienze aiuta a seguire meglio le regole;
  10. Il ‘Signor Diabete’ può essere un amico: ci si può parlare e confidarsi. E se non si riesce a farlo, c’è sempre il medico.

Tratto da: Adnkronos Salute
Ricerca a cura di Carmelo D’Alessio

Data ultimo aggiornamento: Giovedì, 24 Febbraio 2005 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2005/n2005_012.html