Prevenzione delle complicanze
La glicemia non è l’unico fattore di rischio per le neuropatie diabetiche
A cura di Ginette Marra e Giuseppe Perillo
Molti pazienti con diabete lamentano intorpidimento, formicolio, dolore o debolezza nelle mani, o nei piedi, condizioni comunemente chiamate neuropatie diabetiche. Mentre è noto che un buono e continuo controllo della glicemia diminuisce il rischio di essere affetti da questi problemi, un nuovo studio ora evidenzia nuove misure preventive che i pazienti dovrebbero applicare, in particolare cercando di mantenere il peso forma, smettendo di fumare, e controllando inoltre la pressione del sangue, per scongiurare le neuropatie.
Questi nuovi risultati sono basati sull’osservazione di 1.172 pazienti affetti da diabete mellito di tipo 1. I soggetti sono stati seguiti per un periodo di 7 anni al fine di valutare al meglio i rischi di sviluppare neuropatie ed individuarne i fattori di rischio. Il Dr. Salomon Tesfaye del Royal Hallamshire Hospital di Sheffield in Gran Bretagna ed i colleghi dell’European Diabetes (EURODIAB) scrivono che, l’unico controllo che viene effettuato per la neuropatia diabetica è quello glicemico mentre, sarebbe cruciale identificare i potenziali fattori di rischio modificabili. I medici hanno studiato i fattori di rischio per lo sviluppo della neuropatia simmetrica distale in 1172 pazienti con diabete di tipo 1, appartenenti a 31 centri partecipanti allo Studio delle Complicanze dell’EURODIAB. Utilizzando un protocollo standardizzato che includeva una valutazione clinica, i test di misurazione quantitativa della sensibilità e per la valutazione del sistema autonomico, i medici hanno valutato, in questi pazienti, la neuropatia all’inizio dal 1989 al 1991 e successivamente dal 1997 al 1999. Al controllo successivo, 276 pazienti senza neuropatia all’inizio dello studio, avevano sviluppato la malattia, e l’incidenza cumulativa della malattia era connessa al valore della emoglobina glicosilata ed alla durata del diabete. Dopo la modifica di questi fattori, altri fattori significativi associati con l’incidenza cumulativa della neuropatia furono alti livelli di colesterolo e trigliceridi, un alto indice di massa corporea, un elevato livello del fattore van Willebrand, un alto livello di albumine nelle urine, ipertensione e fumo.
In un editoriale, il Dott. Bruce A. Perkins e la Dott.ssa Vera Bril dell’Università di Toronto (Canada), hanno commentato dicendo che “attraverso ricerche epidemiologiche e cliniche, si è riusciti a comprendere che gli stessi fattori di rischio finora associati solo al diabete di tipo 2 riguardano allo stesso modo i pazienti affetti da diabete di tipo 1”. Inoltre, i ricercatori descrivono queste scoperte come una prova convincente che, perfino dei leggeri miglioramenti nei lipidi, nella pressione del sangue e nella massa corporea, sono associati ad un significativo basso rischio di insorgenza della neuropatia diabetica, e che questo effetto è simile a quello di un miglior controllo glicemico sulla neuropatia. A parte l’uso di medicinali atti ad indurre una normoglicemia, nessun altra cura esiste attualmente per ridurre la progressione della neuropatia. Un’aggressiva cura dell’ipertensione è oggi uno standard clinico nel trattamento della nefropatia e retinopatia, ed i risultati del presente studio creano le basi per confermare l’efficacia degli agenti antiipertensivi e delle possibili altre strategie per la riduzione dei rischi cardiovascolari per rallentare il progresso della neuropatia.
Questa nuova corrente di ricerca suggerisce, dunque, di non limitarsi soltanto al controllo della glicemia, perché non è l’unica misura preventiva delle neuropatie diabetiche.
Tratto da: Reuters Health e Medscape - Fonte: N Engl J Med. 2005;352:341-350, 408-409
Data ultimo aggiornamento: Lunedì, 14 Febbraio 2005 6:30:00
Traduzione ed adattamento a cura di Ginette Marra e Giuseppe Perillo
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2005/n2005_009.html