Prevenzione
Importante l’igiene orale per i diabetici
A cura di Ginette Marra
Ogni diabetico dovrebbe pensare a spazzolare con molta cura i propri denti per limitare il rischio di malattia paradontale, ricordano i ricercatori nella rivista “Diabetes Care“.
Il diabete espone i pazienti che ne sono affetti ad un rischio maggiore di paradontite rispetto ai soggetti sani. Questa malattia infiammatoria cronica colpisce i tessuti che sostengono i denti, e cioè le gengive e l'osso alveolare. È la causa principale di caduta dei denti nell'adulto.
In questo studio, l'equipe del Dott. Aramesh Saremi, dell'Istituto americano del diabete e delle malattie dell'apparato digerente e renale (NIDDK) a Phoenix, mostra che lo sviluppo di malattia paradontale è un fattore di prevedibilità della mortalità per cause cardiache o renali nei pazienti affetti da diabete di tipo 2.
Questi ricercatori hanno svolto uno studio su una popolazione di circa 600 indiani Pima diabetici di tipo 2. Tra questi, il 60% presentava malattia paradontale grave e il 70% di loro avevano perso i denti. Il tasso di mortalità adattato all'età e al sesso, ogni causa di mortalità confrontata, aumenta con la gravità della malattia paradontale passando da 3.7 decessi per un totale di 1.000 persone in un anno (parodontite lieve) a 19.6 (gravità media) e a 28.4 (gravità severa)
La malattia paradontale rende prevedibile soprattutto la mortalità per cause cardiache o malattia renale. I pazienti affetti da grave malattia paradontale hanno un tasso di mortalità di origine cardiaca due volte superiore e un tasso di mortalità di origine renale otto volte superiore rispetto a quelli che hanno un igiene orale più accurata.
Resta da determinare se la prevenzione della malattia paradontale permette di diminuire questo tasso di mortalità. Nell'attesa una buona igiene orale è fortemente raccomandata.
Tratto da: APM Santé - Fonte: Diabetes Care. 2005 28: 27-32
Data ultimo aggiornamento: Mercoledì, 9 Febbraio 2005 19:30:00
Traduzione ed adattamento a cura di Ginette Marra
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2005/n2005_007.html