Alimentazione
Dimostrato il forte legame tra fast food, obesità ed insulino-resistenza
A cura di Giuseppe Perillo
I ricercatori hanno mostrato la correlazione tra fast food, aumento di peso ed insulino-resistenza in quello che sembra essere il primo studio a lungo termine condotto su quest’argomento. Lo studio CARDIA (Coronary Artery Risk Development in Young Adults), condotto dal dr. Mark Pereira, professore in epidemiologia della University of Minnesota School of Public Health, e dal dr. David Ludwig, direttore del Programma Obesità presso il Children’s Hospital di Boston (USA), riporta che il ricorso frequente al fast food aumenta il rischio di obesità e diabete di tipo 2.
Dai risultati dello studio, pubblicati questo mese su The Lancet, risulta che i partecipanti che hanno consumato fast food due o più volte la settimana hanno preso 4-5 kg in più ed hanno sviluppato una insulino-resistenza più che doppia rispetto a coloro che frequentavano i fast food meno di due volte la settimana.
Secondo il dr. Pereira, il consumo di fast food negli Stati Uniti è notevolmente aumentato durante le ultime tre decadi. Mentre molto si è discusso circa gli effetti del fast food sull’obesità, finora nessuno studio scientifico si era occupato esaurientemente e sul lungo termine del legame tra consumo di fast food, obesità e rischio di diabete di tipo 2.
Lo studio CARDIA ha inoltre monitorato alcuni fattori di stile di vita, come guardare la televisione, l’attività fisica, il consumo di alcool ed il fumo. Secondo il dr. Ludwig, però, il consumo di fast food sembra essere fattore largamente indipendente da questi ed altri fattori nel determinare l’eccesso di peso e l’insulino-resistenza.
Statisticamente, lo studio CARDIA ha registrato che la frequenza di fast food è stata inferiore per le donne bianche (circa 1.3 volte la settimana) rispetto alle donne di altre etnie (circa 2 volte la settimana). La frequenza è stata maggiore negli Afro-Americani rispetto ai bianchi e negli uomini rispetto alle donne, per ogni anno esaminato. La frequenza è rimasta relativamente stabile durante gli anni dello studio per gli Afro-Americani mentre, è diminuita per i bianchi.
Lo studio, finanziato dal National Heart Lung and Blood Institute (NHLBI), dal National Institute of Diabetes and Digestive and Kidney Diseases (NIDDK) e dalla Fondazione Charles H. Hood, ha interessato 3.031 giovani Afro-Americani e bianchi che nel 1985 avevano tra i 18 e i 30 anni. Ha monitorato per 15 anni la frequenza di fast food, le variazioni del peso corporeo, e lo sviluppo di insulino-resistenza ed ha coinvolto vari centri, come Birmingham in Alabama, Chicago in Illinois, Minneapolis nel Minnesota ed Oakland in California.
Tratto da: Doctor’s Guide – Fonte: University of Minnesota
Data ultimo aggiornamento: Domenica, 23 Gennaio 2005 19:30:00
Traduzione e adattamento a cura di Giuseppe Perillo
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2005/n2005_002.html