Alimentazione
Troppa vitamina C può essere dannosa per il cuore dei diabetici
A cura di Giuseppe Perillo
Secondo uno studio svoltosi recentemente ed apparso nell’edizione di Novembre dell’American Journal of Clinical Nutrition, le donne anziane diabetiche che assumono alte dosi di vitamina C per la salvaguardia del loro cuore, potrebbero non fare la scelta giusta.
Lo studio, che ha seguito circa 2.000 donne affette da diabete da 15 anni ed in post-menopausa, ha trovato che coloro che assumevano alti dosi di integratori di vitamina C (300 mg/die o più) avevano pressappoco una possibilità raddoppiata di morire a causa di malattia cardiaca o infarto, rispetto alle donne che non assumevano tali integratori.
I ricercatori hanno trovato deboli prove statistiche per cui basse dosi (fino a 99 mg/die) di integratori di vitamina C ridurrebbero il rischio di morte per cause cardiovascolari e alte quantità di vitamina C assunte tramite gli alimenti aumenterebbero tale rischio.
Secondo i ricercatori, l’assunzione di integratori per correggere i bassi livelli di vitamina C, comunemente riscontrati nel sangue dei diabetici, non sarebbero quindi necessariamente la scelta giusta. Anche se lo studio si è concentrato sulle donne anziane, questi risultati si potrebbero applicare anche agli uomini.
Il Dr. David R. Jacobs jr. della University of Minnesota in Minneapolis (USA), ha dichiarato che i loro risultati, se confortati da altre ricerche, potrebbero suggerire che i diabetici dovrebbero essere più attenti di altri nell’assumere integratori. Il Dr. Jacobs ha inoltre evidenziato che, altre ricerche sono necessarie, in quanto le raccomandazioni per la salute pubblica non possono essere fatte sulla base di un solo studio.
L’attuale quantità raccomandata di vitamina C è di 90 mg/die per gli uomini e 75 mg/die per le donne. La vitamina C è un antiossidante e serve potenzialmente a neutralizzare le sostanze note col nome di radicali liberi, che sono prodotti dal metabolismo e che danneggiano le cellule. Sebbene i diabetici spesso presentino bassi livelli di vitamina C nel sangue, non è ancora chiaro se, assumendo gli integratori, si riesca a farli aumentare.
Secondo il Dr. Jacobs, ricerche di laboratorio offrono alcune potenziali spiegazioni a questa scoperta. Per esempio, la vitamina C, in provetta, ha mostrato di danneggiare le proteine cellulari nella stessa maniera in cui l’iperglicemia danneggia le cellule.
Il Dr. Jacobs ha, inoltre, indicato la complessità del “sistema di difesa antiossidante”. Quando gli antiossidanti interagiscono con i radicali liberi, diventano dei “pro-ossidanti” che devono essere disintossicati con altri antiossidanti. È possibile, pensa Jacobs, che questo processo di disintossicazione sia più lento nei diabetici – sia donne che uomini – e che, in certe circostanze, le molecole di vitamina C alterate, siano in grado di danneggiare le cellule dell’organismo.
Il Dr. Jacobs ed i suoi colleghi, sono favorevoli all’assunzione di vitamina C, ma insieme a tutti gli altri nutrienti e proveniente dai cibi piuttosto che dagli integratori. Infatti, mentre gli antiossidanti nel cibo sarebbero “biochimicamente equilibrati”, in qualsiasi vitamina in pillole viene a mancare tale equilibrio. Assumendo alte dosi di un singolo antiossidante, si potrebbe quindi “turbare” l’equilibrio corporeo di antiossidanti e pro-ossidanti.
Infine, un ulteriore studio ha dimostrato che, alti dosi giornaliere di un altro antiossidante, la vitamina E, potrebbe non allungare la vita ma, al contrario, aumentare leggermente il rischio di decesso.
Tratto da: Reuters Health – Fonte: Am J Clin Nutr. 2004, 80: 1194-1200
Traduzione ed adattamento a cura di Giuseppe PerilloData ultimo aggiornamento: Giovedì, 2 Dicembre 2004 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2004/n2004_080.html