Cellule staminali

Bernat Soria potrà utilizzare cellule staminali dalla Svezia per le sue ricerche

A cura di Guido Seu

Bernat Soria

«Questo è uno dei giorni più felici della mia vita». Con queste parole, Bernat Soria, uno degli scienziati che condurrà il progetto di ricerca per il trattamento biomedico del diabete di tipo 1, ha accolto l’arrivo delle cellule madri embrionali con cui potrà condurre per la prima volta in Spagna esperimenti scientifici. Sono giunte ieri dall’Istituto svedese di Karolinska alla Banca Nazionale di Linee Cellulari di Granada. Una linea è un insieme di cellule che deriva da un’unica cellula, la progenitrice, estratta in questo caso da embrioni umani.

Da questo momento partirà la ricerca biomedica, che farà della Spagna uno dei Paesi all’avanguardia della cosiddetta medicina rigenerativa. Le due linee cellulari cedute dal centro svedese serviranno per iniziare la ricerca, mentre la Banca di Granada potrà disporre di una sua propria linea proveniente dalla coltivazione di cellule madri entro circa un anno. L’arrivo di queste linee di cellule rappresenta la fine della lunga diatriba per la legalizzazione della ricerca con cellule embrionali umane, unica speranza per migliaia di persone affette da diabete, Parkinson e altre malattie degenerative.

Tanto Bernat Soria come il direttore della Banca, Ángel Concha, sono d’accordo che la data di ieri è una data storica per la scienza. «In Spagna - ha affermato Soria - si è aperta la strada alla ricerca biomedica che tanti malati attendono con speranza». Lo scienziato Valenciano ha inoltre spiegato che il primo passo sarà ora lo scongelamento delle cellule e la coltivazione di altre linee per la loro successiva classificazione.

Questo, mentre ancora non si sono del tutto sedate le polemiche sulle prime due linee di cellule staminali embrionali ottenute in Spagna a Valencia: VAL-1 e VAL-2. Le linee la cui nascita era stata annunciata lo scorso primo luglio già avevano riscosso critiche per non avere rispettato la legge sulla ricerca scientifica e non essere state autorizzate dal ministero della Sanità.


Fonte: El Correo, 10 Novembre 2004
A cura di Guido Seu

Data ultimo aggiornamento: Giovedì, 11 Novembre 2004 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2004/n2004_070.html