Terapia
Qual è il miglior trattamento iniziale alla diagnosi di diabete di tipo 1?
A cura di Silvia Demartini
Da uno studio inglese, pubblicato sul numero di ottobre della rivista Archives of Diseases in Childhood, non sembrano emergere indicazioni evidenti a favore o del ricovero ospedaliero o del trattamento a domicilio, per il periodo immediatamente successivo alla diagnosi di diabete di tipo 1.
Come fanno notare i ricercatori dell’Ospedale Universitario di Cardiff, nel Galles, il diabete di tipo 1 è una malattia autoimmune tipica dell’infanzia o dell’adolescenza. E, la terapia comporta la partecipazione in prima persona del bambino e della famiglia, sia per le iniezioni di insulina e il monitoraggio della glicemia sia per l’adesione alla dieta. Da qui la necessità, nel periodo iniziale, di una corretta educazione e preparazione del paziente e della sua famiglia.
In tutto il mondo la maggior parte dei bambini vengono ricoverati appena formulata la diagnosi di diabete. La durata della degenza può variare notevolmente. In caso di disidratazione, squilibrio degli elettroliti e chetoacidosi, è necessaria una terapia endovenosa ed il ricovero diventa indispensabile.
Nel 1995 è stato introdotto a Cardiff l’approccio terapeutico domiciliare. I bambini, che non presentavano chetoacidosi, incominciavano a casa con 2 iniezioni al giorno di insulina mista, con l’aiuto di infermiere specializzate nel diabete in età pediatrica. Le infermiere si presentavano a casa due volte al giorno, in concomitanza con le iniezioni, per i primi giorni. Inoltre, preparavano il personale scolastico ad accogliere un bambino diabetico.
Questo tipo di approccio al diabete, condotto con successo a Cardiff, non può essere utilizzato in tutti i casi, spiegano gli autori dello studio. Innanzitutto la scelta del trattamento ospedaliero o domiciliare è condizionata dalle condizioni cliniche del bambino al momento della diagnosi.
L’estensione geografica dell’area in cui deve essere garantito il servizio a domicilio gioca un ruolo importante sulla sua fattibilità. Per i centri diabetici che coprono un ampio territorio, il trattamento domiciliare può non essere conveniente dal punto di vista dell’analisi dei costi/ benefici. “Un breve ricovero può risultare più conveniente per i centri più piccoli, per quelli con scarso personale o per quelli con un territorio molto vasto”. Anche la situazione specifica di ogni famiglia ha un peso nella scelta del ricovero o del trattamento domiciliare.
Tratto da: Reuters Health - Fonte Arch Dis Child. 2004;89:934-937
Traduzione ed adattamento a cura di Silvia DemartiniData ultimo aggiornamento: Venerdì, 22 Ottobre 2004 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2004/n2004_066.html