Patogenesi

La Sindrome da Ovaio Policistico può causare diabete e malattie cardiovascolari

A cura di Carmelo D’Alessio

Secondo una posizione assunta dall’American Association of Clinical Endocrinologists (AACE), il trattamento dei fattori di rischio metabolici e cardiovascolari associati alla sindrome da ovaio policistico (PCOS), potrebbe ridurre l’incidenza di gravi conseguenze mediche.

I medici non dovrebbero più considerare la PCOS come un insieme di noiosi disturbi di poco conto o come una condizione principalmente associata all’infertilità, ma piuttosto come un disturbo associato a malattie metaboliche, che può accompagnarsi a diabete di tipo 2 e ad eventi cardiovascolari.

Sebbene nessuno studio su larga scala abbia definitivamente associato la PCOS al diabete od alle malattie cardiovascolari, molti endocrinologi credono ormai che sia stata raggiunta l’evidenza scientifica e che sia ora di agire. Infatti, in tal senso, “esistono dati sviluppati negli ultimi 15 anni”, ha affermato il Dr. Rhoda H. Cobin, responsabile del gruppo dell’AACE sulla PCOS.

Le donne con PCOS spesso ricevono trattamenti per l’infertilità e per sintomi contingenti come acne ed eccessiva peluria (irsutismo). Tuttavia, molte di loro hanno anche disordini metabolici sottostanti, caratterizzati da resistenza insulinica, spesso non trattata. Successivamente, possono sviluppare diabete conclamato o malattie cardiovascolari.

Il trattamento può ridurre il rischio di morte prematura e complicanze invalidanti. Gli esperti raccomandano la modifica dello stile di vita, sottolineando l’importanza dell’attività fisica, di un’alimentazione controllata e dell’astinenza dal fumo. In base alle condizioni delle pazienti, può anche essere considerato il ricorso ai farmaci per curare diabete, ipertensione e iperlipidemia.

L’uso della metformina, un ipoglicemizzante orale, dovrebbe essere considerato nella “maggior parte delle donne affette da PCOS come terapia iniziale” poiché essa può migliorare le anomalie metaboliche e le possibilità di gravidanza. Infatti, benché la metformina non sia approvata per l’uso nella PCOS, esiste un’abbondante letteratura scientifica che ne dimostra l’efficacia in questo campo.

La semplice identificazione della PCOS rimane la maggiore sfida. Secondo l’AACE, circa il 10% delle donne in età fertile soffrono di PCOS, risultando così la più comune anomalia metabolica delle donne in giovane età. Molti medici pongono la diagnosi di PCOS sulla base di una storia di irregolarità nei cicli mestruali ed anovulazione, in presenza di iperandrogenismo. Almeno la metà delle donne con PCOS va incontro ad obesità.

L’insulino-resistenza con iperinsulinemia compensatoria è una frequente caratteristica clinica della PCOS, presente in almeno il 75% di queste pazienti. Dal 2001 l’AACE ha raccomandato che le donne con PCOS siano sottoposte a screening per diabete a partire dai 30 anni d’età, poiché vari studi hanno suggerito che tale malattia e le relative complicanze si possono sviluppare ad un età relativamente giovane.

Nello studio Nurses’ Health, che ha incluso più di 116.000 donne fra i 25 ed i 42 anni d’età, seguite per otto anni, l’incidenza del diabete di tipo 2 risultava più che raddoppiata in quelle con storia di cicli mestruali scarsi o irregolari. Questo risultato propone la PCOS come un fattore di rischio per diabete. Inoltre, le donne con PCOS sembrano essere predisposte ad ipertensione arteriosa ed aterosclerosi e, altri studi, hanno evidenziato che tali pazienti possono avere elevati livelli di calcificazione delle arterie coronarie e dello spessore della carotide, due fattori altamente predittivi per le malattie cardiovascolari. Da notare che, questo studio, ha anche mostrato un rischio raddoppiato di infarto miocardico non fatale nelle donne con cicli mestruali irregolari.


Tratto da: Medscape - Fonte American Association of Clinical Endocrinologists
Traduzione ed adattamento a cura di Carmelo D’Alessio

Data ultimo aggiornamento: Venerdì, 22 Ottobre 2004 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2004/n2004_065.html