Sanità
«Bisogna prevenire obesità e diabete, altrimenti la sanità scoppia»
La cura Sirchia per mettere a dieta l’Italia
da il Giornale, Lunedì 11 Ottobre 2004 - “Le grandi interviste di Perna”
Adattamento a cura di Guido Seu
Reduce da una breve ma violenta influenza, il ministro della Salute, prof. Girolamo Sirchia, mi riceve nel suo ufficio in maniche di camicia.
«Dovrebbe stare più coperto per la convalescenza», osservo.
«La temperatura è mite, si tolga anche lei la giacca. Non rischia nulla», dice, e indica fuori della finestra il biondo Tevere e i platani gialli sotto il bel sole d’ottobre.
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«Lei più che il ministro, fa il medico d’Italia. Raccomanda diete, il caldo l’inverno, il fresco d’estate. La gente la ascolta come una Pizia».
«Ho fatto il medico per quarant’anni. Difficile cambiare alla mia età».
«Lei sermoneggia non solo per tenerci in salute, ma per non pesare sulla Sanità. Avendola però pagata con le nostra tasse, potrebbe risparmiarci i suoi diktat», dico.
«Nn è un diktat ma la strategia comune dei Paesi avanzati. Con la popolazione che invecchia, non c’è sistema sanitario che regga la malattia cronica se si lasciano andare le cose come vanno. Bisogna prevenire diabete e obesità, se no salta tutto. In Usa, dove l’obesità è peggiore che da noi, tra cinque anni la Sanità scoppia. Noi siamo di poco più indietro, ma sull’identica strada.».
«È arrivato al punto di accordarsi coi ristoratori perché ci servano porzioni più micragnose. A parte il dispotismo, si è venduto agli osti per arricchirli?»
«Ho fatto incontri con gli alimentaristi per indurli a produrre cibi meno nutrienti. Bibite con dolcificanti a prezzi più vantaggiosi di quelle con lo zucchero».
«Ce l’ha con Coca Cola, Fanta e compagnia?»
«Bere una lattina al giorno di quella roba significano sei chili l’anno di peso corporeo in più. Finora però con gli alimentaristi non ho avuto risultati».
«Coi ristoratori è andata meglio?»
«Ho suggerito di offrire pietanze ipocaloriche ai pazienti...»
«Pazienti?!...»
«Clienti, scusi. Riflesso professionale. Dai trattori ho ricevuto più comprensione. “Sora Lella”, il ristorante sotto il ministero, offre eccellenti menu ipocalorici».
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«La riforma costituzionale affida la Sanità alle Regioni e la Salute, allo Stato. Giochino di parole?»
«Una cosa ben fatta. Le regioni amministrano le strutture territoriali, ospedali ecc. La Salute, che compete invece al ministero, riguarda i provvedimenti sugli stili di vita, la prevenzione oncologica nazionale ecc.»
«Il ministero controllerà le Regioni?»
«Certo. Controllo sul funzionamento di strutture e dei livelli di assistenza per garantire stessi trattamenti in ogni Regione»
«Occhiute ispezioni ministeriali»
«Non ispezioni fisiche, ma informatiche per individuare incoerenze tra un territorio e l’altro. In accordo e non in contrapposizione con le Regioni»
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«La spesa sanitaria è gigantesca e il servizio mediocre.»
«La sanità va ridistribuita. Si ricorre troppo all’ospedale e si sottoutilizzano le altre strutture: poliambulatori, cure in casa. L’ospedale va riservato agli acuti. Il cronico spetta agli altri presidi: medico di famiglia, Asl ecc.».
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Tratto da Ministero della Salute Rassegna stampa - Fonte: il Giornale. 11 Ottobre 2004
Ricerca a cura di Guido SeuData ultimo aggiornamento: Mercoledì, 13 Ottobre 2004 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2004/n2004_063.html