Assistenza sanitaria

Presentati a Roma i risultati dello studio Quadri

A cura di Guido Seu

Lo scorso 1 Ottobre, nell’Aula Pocchiari dell’Istituto Superiore di Sanità, alla presenza del Ministro della Salute Girolamo Sirchia e di numerosi rappresentanti degli organi di informazione e delle associazioni di pazienti e medici, sono stati comunicati i risultati dello studio QUADRI (QUalità dell’Assistenza alle persone con Diabete nelle Regioni Italiane).

Lo studio Quadri è stato proposto dal Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute dell’Istituto Superiore di Sanità, nell’ambito del PROFEA (PROgramma di Formazione in Epidemiologia Applicata). Alla sua realizzazione hanno collaborato le Regioni, le Aziende sanitarie, la Società Italiana di Diabetologia (SID), l’Associazione Medici Diabetologi (AMD), l’Università degli studi di Roma "Tor Vergata", i Centers for Diseases Control and Prevention (CDC) di Atlanta.

Il diabete mellito è una patologia cronica a larghissima diffusione in tutto il mondo ed è destinata ad aumentare con il progressivo invecchiamento della popolazione. In Italia si stima che la prevalenza del diabete noto sia di circa il 3% (il 90% è rappresentato dal tipo 2 ed il 10% dal tipo 1) con valori più alti all’aumentare dell’età; nelle persone con più di 65 anni la prevalenza del diabete di tipo 2 è circa il 12%.

Esistono diverse linee guida che propongono come indicatori della qualità dell’assistenza la frequenza con cui viene misurata la concentrazione dell’emoglobina glicosilata, della pressione arteriosa e dei lipidi, la frequenza con cui viene effettuato l’esame del fondo oculare e dei piedi, la prescrizione di aspirina, la valutazione della presenza della nefropatia, le raccomandazioni sull’attività fisica e la cessazione del fumo di sigarette. Tuttavia, l’aderenza degli operatori sanitari varia notevolmente ed è spesso inadeguata. Per esempio, solo al 15-50% dei pazienti con diabete viene realizzato un test annuale per l’emoglobina glicosilata e il 72% viene sottoposto a un esame annuale del fondo oculare.

Dal punto di vista della salute pubblica, la qualità dell’assistenza e la gestione integrata e territoriale (disease management) della malattia è ritenuta una condizione fondamentale per tradurre i progressi clinici e farmacologici in una reale prevenzione delle complicanze e in un miglioramento della qualità di vita dei malati di diabete. In particolare, la qualità organizzativa e l’efficienza dell’assistenza diabetologica sono state correlate con un miglior controllo della malattia, con una migliore prognosi delle complicanze e con una minore mortalità collegata al diabete.

Lo studio si proponeva di fornire un quadro nazionale della qualità e delle modalità dell’assistenza utilizzando il punto di vista del malato. Obiettivo la messa a punto in via sperimentale di metodi e procedure che permettessero alle regioni interessate di realizzare in un secondo tempo degli studi a carattere sub-regionale e locale per apprezzare eventuali differenze nella qualità dell’assistenza alle persone con diabete fra AASSLL, distretti o altre unità territoriali.

La popolazione in studio era costituita dalle persone con diabete rilevate dalle liste di esenzione ticket distrettuali in età compresa fra 18 e 64 anni con il metodo del campionamento casuale semplice per le regioni più piccole ed il cluster survey design per quelle più vaste.

Dallo studio è emerso che circa una persona con diabete su tre (30%) soffre di una delle complicazioni principali del diabete e circa una su cinque (19%) ha subito un ricovero ospedaliero nell’ultimo anno.

Nonostante ipertensione, ipercolesterolemia, e obesità siano tre fattori che aumentano il rischio delle complicanze e la mortalità fra i diabetici, la maggioranza (73%) dei pazienti intervistati ha almeno uno di questi fattori, e il 42% ne ha almeno due. Per quanto riguarda la loro cura, l’unico dato incoraggiante è quello relativo all’ipertensione (l’86% riferisce di essere in terapia), mentre solo il 51% cura l’ipercolesterolemia e poco più della metà sta facendo qualcosa per ridurre l’eccesso ponderale.

Altri fattori di rischio come il fumo vengono sottovalutati (il 27% dei diabetici fuma, similmente alla popolazione generale). Solo l’80% degli intervistati ha ricevuto informazioni sull’importanza dell’attività fisica. Quasi 1 su 3 (31%) dei pazienti intervistati è sedentario, e pochi svolgono attività fisica almeno 3-4 volte alla settimana.

Sorprende anche che meno della metà (49%) dei pazienti intervistati abbia fatto almeno una visita approfondita dal medico di medicina generale (MMG) o dal Diabetologo nell’ultimo semestre. Solo il 58% ha effettuato un esame del fondo oculare, 2 persone su 3 sanno cos’è il test dell’emoglobina glicosilata (indicatore essenziale del controllo glucidico) e, fra questi solo il 66% lo ha eseguito negli ultimi 4 mesi.

Positiva invece la percezione della qualità dei servizi: la grande maggioranza (>90%) dei pazienti intervistati ritiene che i servizi abbiano orari adeguati, che i locali siano facilmente accessibili, e che gli operatori sanitari siano cortesi e disponibili, pronti all’ascolto e chiari nelle spiegazione. Secondo gli autori dello studio, in base a quest’ultimo dato, esistono quindi le condizioni per migliorare ulteriormente la qualità dell’assistenza, diminuire le complicazioni e promuovere una qualità di vita migliore delle persone con diabete.

Sono state perciò identificate tre linee principali su cui promuovere un miglioramento dell’assistenza: 1) l’educazione all’autogestione del diabete e l’osservanza di comportamenti sani, 2) interventi quali l’implementazione delle linee guida con metodi di provata efficacia ed approcci innovativi per la gestione integrata della malattia ed il suo monitoraggio, e 3) un più alto livello di coordinamento tra i vari servizi e medici coinvolti.

Per il testo completo delle conclusioni dello studio Quadri Clicca qui.


Fonte: EpiCentro
Traduzione e adattamanto a cura di Guido Seu

Data ultimo aggiornamento: Mercoledì, 6 Ottobre 2004 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2004/n2004_061.html