Alimentazione
Scorrette abitudini alimentari tra le famiglie italiane con diabetici di tipo 1
A cura di Carmelo D’Alessio
Lo stato nutrizionale e lo stile di vita possono avere profondi effetti sulla salute. Uno studio condotto dal Dipartimento di Medicina Interna dell’Universitā di Pisa, ha analizzato e confrontato i comportamenti alimentari ed i biomarcatori nutrizionali di pazienti con diabete di tipo 1 (T1DM), dei loro parenti di primo grado non diabetici rispetto a soggetti di controllo senza storia familiare di T1DM.
A tal fine, sono stati reclutati un totale di 209 soggetti, di cui 38 con diabete di tipo 1, 76 parenti e 95 soggetti sani. Si sono utilizzati i questionari dell’European Prospective Investigation of Cancer and Nutrition per valutare introito alimentare e stile di vita. Sono stati, inoltre, valutati gli indici antropometrici ed i biomarcatori nutrizionali come livelli di albumina, ferro, lipidi, omocisteina, vitamina B(9) e B(12), come anche escrezione urinaria di nitrati, sodio e potassio
In totale, il 45% dei partecipanti era in sovrappeso. L’aumento dell’etā era associato ad un maggiore indice di massa corporea (BMI) e scarsa attivitā fisica in presenza di uguale introito energetico. La distribuzione delle fonti d’energia era scorretta. Infatti, il rapporto degli introiti calorici derivanti dai grassi e dal colesterolo non corrispondeva alle linee guida generali, mentre il consumo totale di fibre alimentari era adeguato (25 g/giorno) solo nel 27% di tutti i partecipanti. Il consumo giornaliero stimato di vitamina B(9), vitamina D e vitamina E erano insufficienti rispetto agli introiti alimentari di riferimento. L’adozione ed il mantenimento di sane abitudini alimentari e di regolare attivitā fisica erano maggiori nelle donne e nei pazienti con diabete di tipo 1, in questi ultimi probabilmente come conseguenza dell’istruzione medica ricevuta. Al contrario, sembrava fallire il sostegno della famiglia per modificare i comportamenti inappropriati a casa.
Questo studio fornisce innanzitutto l’evidenza di come comportamenti alimentari scorretti possano anche predisporre a sviluppare diabete e complicanze cardiovascolari. La mancanza associata di vitamina B(9) e vitamina E potrebbe rivelarsi deleteria per la funzione endoteliale, data l’importanza di questi antiossidanti. La ricerca in questione è stata anche sovvenzionata dal Ministero dell’Istruzione, dell’Universitā e della Ricerca.
Fonte: Eur J Clin Nutr. 2004 Sep.
Traduzione e adattamanto a cura di Carmelo D’AlessioData ultimo aggiornamento: Mercoledì, 6 Ottobre 2004 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2004/n2004_060.html