Alimentazione e prevenzione
La frutta può ridurre il rischio di sviluppare la degenerazione senile della macula
Di Valentina Maria Cambuli
Premessa
La maculopatia è una forma di retinopatia in cui l’interessamento del polo posteriore dell’occhio è preponderante, rispetto alle forme diffuse o periferiche di retinopatia.
Una delle più frequenti cause di perdita dell’acuità visiva centrale è costituita dalla degenerazione senile della macula, termine piuttosto generico con cui vengono raggruppati quadri clinici polimorfi. Circa il 25% degli ultrasessantenni e il 40% degli ultraottantenni presentano questo tipo di patologia in forma più o meno grave. La senilità è certamente l’elemento patogenetico preponderante, ma concorrono anche malattie oculari e sistemiche, in particolare aterosclerosi, ipertensione, diabete, ed è talora presente una componente genetica. [modificato da R. Frezzotti, G. Guerra: Oftalmologia Essenziale]Lo studio
Secondo i risultati di uno studio prospettico pubblicato nel numero di Giugno di Archives of Ophthalmology, l’assunzione di tre o più porzioni di frutta al giorno, è associata ad un minor rischio di sviluppare maculopatia legata alla età (ARM, aged-related maculopaty), meglio conosciuta come degenerazione senile della macula.
Recentemente è stato anche condotto uno studio randomizzato in cui sono stati somministrati a pazienti con rischio elevato di progressione di ARM, supplementi di alte dosi di vitamina C ed E, di beta carotene e di zinco, ed è stato trovato che tale integrazione ha ritardato la progressione della malattia. Tuttavia, pochi studi hanno esaminato l’introduzione di frutta e di vegetali in relazione alla ARM.
Per valutare quest’ultimo aspetto sono state reclutate 77.562 donne nel contesto del Nurses' Health Study e 40.866 uomini nell’ambito dell’Health Professionals Follow-up Study. Al momento del reclutamento i soggetti avevano superato i 50 anni d’età e non avevano diagnosi di ARM. Il follow-up è stato di 18 anni per le donne e di 12 per gli uomini.
Lo studio è stato condotto tramite l’utilizzo di questionari validati, semiquantitativi, concernenti il consumo di cibo; i questionari sono stati completati dai partecipanti più volte nell’ambito del follow-up, a scadenza media di quattro anni. Inoltre doveva essere riportato ogni due anni l’uso di vitamine ed integratori alimentari.
Durante il follow-up, 464 soggetti (329 donne e 135 uomini) hanno sviluppato ARM di nuova insorgenza allo stadio iniziale, e a 316 soggetti (217 donne e 99 uomini) è stata diagnosticata la forma neovascolare di ARM; in tutti era rilevabile una perdita di visus di almeno 20/30, dovuta primariamente alla ARM.
Il consumo di frutta è risultato inversamente associato con il rischio di ARM neovascolare. Rispetto ai partecipanti che hanno dichiarato di mangiare meno di 1,5 porzioni di frutta al giorno, coloro che consumavano tre o più porzioni hanno riportato un rischio di ARM neovascolare del 36% inferiore: i risultati sono stati simili per i due sessi.
Con l’eccezione del consumo di carote, che ha avuto una debole, non significativa, associazione con la ARM neovascolare, nessuno dei vegetali è apparso strettamente correlato al rischio di ARM precoce o neovascolare. Nessuna delle vitamine antiossidanti e dei carotenoidi era strettamente associato alla ARM nelle sue due forme (precoce e neovascolare). D’altra parte molti di questi elementi, inclusi i carotenoidi totali, hanno avuto una associazione significativa inversa con il rischio di ARM neovascolare.
Lo studio ha in sé delle limitazioni, fra le quali il fatto che non sono state prese in considerazione molte variabili peggiorative (fumo di sigaretta, patologie concomitanti) nello sviluppo di ARM. Sono quindi necessari ulteriori studi per confermare queste acquisizioni ed identificare quali componenti della frutta abbiano un ruolo nella protezione dalla ARM.
Fonte: Arch Ophthalmol. 2004;122:883-892
A cura di Valentina Maria CambuliData ultimo aggiornamento: Lunedì, 5 Luglio 2004 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2004/n2004_049.html