Criteri diagnostici

La nuova definizione di pre-diabete comporta che ne risultano affette milioni di persone in più

A cura di Anna Manetti

Il “pre-diabete”, una condizione che aumenta il rischio di insorgenza del diabete di tipo 2 oltre che di malattie cardiache ed ictus, è molto più comune di quanto si pensasse, secondo una nuova valutazione degli Health & Human Services (HHS). Circa il 40% degli americani adulti, fra i 40 e i 74 anni di età - cioè 41 milioni di persone - sono attualmente in tale condizione, caratterizzata da livelli glicemici più alti della norma ma non ancora tipici del diabete. In molte persone, il pre-diabete evolve entro 10 anni in diabete di tipo 2.

La nuova stima è basata su una definizione del pre-diabete, modificata secondo criteri più accurati, effettuata da una commissione internazionale di esperti dell’American Diabetes Association (ADA) e pubblicata su Diabetes Care nel novembre 2003.

“Ogni 25 secondi, in America si diagnostica a qualcuno il diabete” ha dichiarato Tommy G. Thompson, segretario dell’HHS. “Ciò dimostra quanto urgente sia ormai il problema. E’ indispensabile aiutare la popolazione a fare qualcosa per prevenirlo o si rischia di essere sopraffatti dalle conseguenze sanitarie ed economiche di un’epidemia dilagante di diabete.”

La nuova definizione di pre-diabete individua un maggior numero di persone, in cui è probabile che si manifesti il diabete di tipo 2, alle quali inculcare l’importanza di prevenire questa malattia. “Identificando le persone con pre-diabete, si può incoraggiarle a ricorrere a misure preventive, come perdere peso, fare più attività fisica e mangiare in modo sano, per tenere a bada il diabete e altri gravi problemi di salute.” Thompson ha annunciato la nuova valutazione al 2° Convegno annuale di HHS Steps to a Healthier US a Baltimora, dove ha patrocinato il suo programma di piccoli e facilmente conseguibili passi nel cambiare lo stile di vita, per ottenere una salute migliore ed evitare malattie croniche. Vi è infatti un forte legame fra diabete di tipo 2 e sovrappeso o obesità.
Secondo il dott. Allen Spiegel, direttore del National Institute of Diabetes and Digestive and Kidney Disease, le ricerche hanno dimostrato che una perdita di peso del 5-7%, ottenuta con una dieta ed una maggiore attività fisica, può evitare o ritardare l’evoluzione del pre-diabete in diabete di tipo 2.

Recentemente, l’HHS ha lanciato la prima campagna nazionale, a base multiculturale, di prevenzione del diabete: “Previeni il diabete di tipo 2; piccoli passi per grandi benefici”, per contrastare l’epidemia di diabete. Questa campagna comprende la diffusione di volantini, con suggerimenti per motivare i consumatori, oltre a pubblicità radiotelevisiva o sui giornali studiata appositamente per alcuni gruppi ad alto rischio: afroamericani; cittadini di origine ispanica; amerindi e nativi dell’Alaska; americani di origine asiatica o del Pacifico; ultrasessantenni.
Il dott. Frank Vinicor, direttore della divisione per il diabete dei Centers for disease control and Prevention, ha dichiarato: “Se non si interviene, un bambino ogni tre nati nel 2000 diventerà diabetico e per alcuni il rischio è ancora più alto: se è una femmina e di origine ispanica, ha una probabilità su due di ammalarsi di diabete nel corso della vita. Dobbiamo diffondere il concetto che il diabete di tipo 2 può essere evitato.”

Il pre-diabete può essere definito alterata glicemia a digiuno (IFG = impaired fasting glucose) oppure alterata tolleranza al glucosio (IGT = impaired glucose tolerance), a seconda del tipo di analisi usata per fare la diagnosi.

La nuova valutazione del numero di persone con pre-diabete è esposta in dettaglio nell’ultimo National Diabetes Fact Sheet ed è stata calcolata usando i dati della National Health and Nutrition Examination Survey 1988 – 1994, in proiezione sulla popolazione degli USA nel 2000.


Fonte: U.S. Department of Health & Human Services
Traduzione e adattamento a cura di Anna Manetti

Data ultimo aggiornamento: Lunedì, 21 Giugno 2004 6:15:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2004/n2004_046.html