Terapia insulinica
Confronto tra terapia continua sottocutanea e terapia multiniettiva con glargine: uno studio italiano
A cura di Carmelo D’Alessio
Lo studio DCCT ha indicato come obiettivo terapeutico per il diabete tipo 1 un’emoglobina glicata inferiore a 7%. Tale obiettivo non è raggiunto in una larga percentuale di casi con la terapia insulinica multi-iniettiva (MDI) tradizionale (che utilizza insulina regolare o analoghi rapidi + insulina NPH).
Scopo di questo studio è stato valutare in 48 soggetti con diabete tipo 1 già in terapia multi-iniettiva tradizionale, che presentavano uno scadente compenso glicemico, l’efficacia di 1 anno di terapia con somministrazione insulinica continua sottocutanea (CSII) o di una terapia multi-iniettiva, utilizzando insulina lispro ai pasti + glargine come insulina basale: 24 soggetti sono stati trattati con CSII (gruppo CSII), 24 sono stati trattati con lispro + glargine (gruppo glargine).
Dopo 1 anno di trattamento nel gruppo CSII si è verificata rispetto alla terapia MDI tradizionale una significativa riduzione dell’Hb glicata (8,0±1,0% durante CSII vs 9.0±1,3% durante MDI), del numero di episodi ipoglicemici severi e del fabbisogno insulinico. Nel gruppo glargine si è verificata rispetto alla terapia MDI tradizionale una significativa riduzione dell’Hb glicata (7,9±1,2% durante lispro+glargine vs 8,6±1,1% durante MDI tradizionale) e del numero degli episodi ipoglicemici severi.
Confrontando il trattamento CSII con il trattamento lispro+glargine non risultavano significative differenze nel grado di miglioramento del compenso glicemico e nella riduzione degli episodi ipoglicemici. Tuttavia nel gruppo CSII rispetto al gruppo glargine si è riscontrata una significativa riduzione dell’ampiezza delle escursioni glicemiche e del fabbisogno insulinico.
[Fonte: Diab. Nutr. Metab. 17:84-89, 2004]
Intervista al Dr. Giuseppe Lepore
autore dello studio e Dirigente medico presso l’Unità di Diabetologia degli Ospedali Riuniti di BergamoCarmelo D’Alessio: Dai risultati del suo studio e di altri simili, si può affermare che la terapia continua sottocutanea sia la migliore attualmente disponibile?
Giuseppe Lepore: Il nostro studio ha confermato i numerosi dati disponibili in letteratura: la CSII è in grado di ottenere un significativo miglioramento del compenso glicemico rispetto alla terapia multi-iniettiva. Altro dato molto importante è la riduzione delle oscillazioni glicemiche giornaliere, fattore che indubbiamente permette una migliore qualità della vita.Carmelo D’Alessio: Con l’introduzione e la diffusione degli analoghi, possiamo dire definitivamente addio alla vecchia NPH ed all’insulina regolare?
Giuseppe Lepore: Gli analoghi presentano sicuramente una maggior precisione nella loro azione rispetto all’insulina regolare ed NPH, che permette di avvicinare i risultati ottenuti con la CSII, sia per quel che concerne il compenso glicemico sia per la riduzione delle ipoglicemie: è prevedibile quindi una sempre maggior diffusione di tali molecole compatibilmente con i loro costi più elevati.Carmelo D’Alessio: Glargine rappresenta una valida opzione terapeutica ma, per il suo profilo d’azione, è paragonabile ad una velocità basale fissa e, quindi, non è ideale per ogni paziente. Perché ha suscitato tante aspettative e così largo consenso tra medici e pazienti? Il nuovo analogo Detemir avrà ugual sorte?
Giuseppe Lepore: La peculiarità della glargine, che non presenta picchi durante la sua azione di circa 24 ore la rende simile alla velocità basale di un infusore insulinico: queste caratteristiche la rendono sicuramente superiore all’insulina NPH, anche se non può raggiungere la precisione di una pompa insulinica a flussi basali multipli (infatti nel nostro studio le oscillazioni glicemiche erano ridotte dalla CSII rispetto alla terapia con glargine). In ogni caso, poiché la CSII comporta dei costi elevati e richiede attitudini da parte del paziente, che ne limitano molto l’uso, è evidente che la glargine suscita molto interesse sia tra i diabetologi che tra i pazienti. Il nuovo analogo Detemir sembra presentare caratteristiche in parte simili alla glargine; alcuni dati preliminari indicano che Detemir sembra migliorare il compenso glicemico e ridurre la variabilità glicemica e le ipoglicemie rispetto all’insulina NPH. Per tali motivi penso sia un’ulteriore valida opzione terapeutica, che si affiancherà a quelle già disponibili.Carmelo D’Alessio: Gli analoghi dell’insulina hanno rivoluzionato la terapia del diabete di tipo 1 e la loro efficacia è indubbia. Sono però molecole modificate con tecniche di bioingegneria e la loro sicurezza a lungo termine non è provata. È stato detto proprio tutto su questo aspetto?
Giuseppe Lepore: Gli analoghi ad azione rapida sono ormai disponibili nella pratica clinica da molti anni, sono stati utilizzati da centinaia di migliaia di persone, anche in gravidanza, e pertanto la loro sicurezza è provata. Una maggior cautela a tal riguardo va invece posta sugli analoghi ad azione lenta, che sono utilizzati da pochi anni, su numeri più ristretti di persone.Carmelo D’Alessio: Anche alla luce degli ultimi progressi che vedono sempre più coniugarsi terapia e tecnologia, quale pensa possa essere la soluzione del diabete più verosimile ed imminente?
Giuseppe Lepore: Mi sembra estremamente affascinante la possibile chiusura dell’ansa, utilizzando le pompe insuliniche in combinazione con i nuovi strumenti per il monitoraggio in continuo della glicemia. Recentemente c’è stato un grande sviluppo di tali strumenti: una possibile soluzione del diabete o per lo meno un grande miglioramento della qualità di vita delle persone con diabete tipo 1 sembra sempre più vicina con tali tecnologie.
A cura di Carmelo D’Alessio
Data ultimo aggiornamento: Venerdì, 18 Giugno 2004 6:15:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2004/n2004_044.html