Screening delle complicanze

Una migliore diagnostica della neuropatia sensoriale

A cura di Giuseppe Perillo

I risultati di uno studio pubblicato a Maggio 2004 sugli Archives of Internal Medicine, indicano che nei pazienti con neuropatia sensoriale dovrebbero essere valutati la tolleranza al glucosio ed livelli di vitamina B12.

I dottori A. Gordon Smith e Robinson Singleton dell’Univertity of Utah School of Medicine di Salt Lake City (USA), scrivono che la neuropatia periferica è un problema che spesso induce ad una lunga e costosa valutazione diagnostica. E’ per questo, aggiungono gli autori, che è auspicabile un razionale approccio diagnostico basato su prove. Il loro scopo è stato quindi quello di sviluppare un appropriato metodo di screening che possa essere facilmente applicato nella pratica clinica.

Utilizzando l’approccio diagnostico standard, gli autori hanno valutato 138 pazienti con predominanti sintomi sensori ma senza neuropatia. La storia familiare è stata positiva nel 25% dei pazienti, con almeno un parente di primo grado con sintomi riconducibili alla neuropatia. La glicemia dopo 2 ore dal carico orale di glucosio (OGTT) ha avuto la più alta resa diagnostica (61%) di tutti gli altri test di laboratorio ed è stata molto più sensibile rispetto alle altre misurazioni. A due pazienti è stata diagnosticata una deficienza di vitamina B12.

Meno del 5% dei pazienti ha presentato anomalie nell’elettroforesi delle proteine, dell’immunofissazione (tecnica impiegata per l'identificazione di singole proteine nei liquidi biologici, ndt) e degli anticorpi antinucleari, ma in misura comparabile a quelli della popolazione generale.

Basandosi su questi risultati, gli autori suggeriscono che i pazienti con una predominante neuropatia sensoriale, dovrebbero essere sottoposti ad un test OGTT e del livello di vitamina B12.

Inoltre, gli autori scrivono che grazie a questo approccio, a solo il 31% dei pazienti che hanno completato le valutazioni raccomandate, è stata diagnosticata una neuropatia idiopatica. I pazienti con caratteristiche atipiche potrebbero invece rivolgersi a centri specializzati per la neuropatia periferica.

Nel tempo intercorso dalla ricerca alla sua pubblicazione, l’American Diabetes Association ha intanto rivisto i propri criteri per l’alterata glicemia a digiuno (da 110-125 mg/dl a 100-125 mg/dl) . Con i nuovi criteri altri 12 pazienti sono risultati con IFG, 7 hanno mostrato un’alterata tolleranza glucidica e 2 hanno avuto il diabete sulla base della glicemia riscontrata 2 ore dopo OGGT.

Infine, secondo gli autori, i criteri rivisti dell’ADA non hanno sostanzialmente modificato la resa diagnostica del test della glicemia plasmatica a digiuno (sia da solo che come parte dell’OGTT) nei pazienti esaminati.


Tratto da: Medscape - Fonte: Arch Intern Med. 2004;164:1021-1025
Traduzione ed adattamento a cura di Giuseppe Perillo

Data ultimo aggiornamento: Martedì, 15 Giugno 2004 6:15:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2004/n2004_043.html