Sanità

500.000 passi

Lettera all’Assessore alla Sanità della Regione Sardegna - di Michele Calvisi, presidente della ADMS ONLUS

Pubblichiamo questa lettera inviata dall'amico Michele Calvisi all’assessore alla Sanità della Regione Sardegna dr. Demurtas, perché pensiamo possa essere applicata a gran parte delle Regioni italiane dove, in ambito sanitario, si va a colpire le persone più deboli ed esposte, percorrendo una triste strada sempre più a rischio di non ritorno.

Sassari, 25 Aprile 2004
Egr. Dr. A. Demurtas
Regione Autonoma della Sardegna
Assessorato dell’Igiene, Sanità e Dell’Assistenza Sociale

Oggetto: promemoria dei problemi e delle rivendicazioni relativi ai cittadini diabetici della Sardegna.

Siamo diabetici. Siamo qui. Continuiamo ad esistere, e resistere, nonostante tutto. Facciamo quello che diciamo e diciamo quello che facciamo a differenza di chi dovrebbe governarci e tutelarci. E per questo abbiamo optato per costruire una risposta alle tante promesse. Non ci limitiamo a protestare e portare al centro dell’attenzione delle Istituzioni i nostri problemi: pretendiamo di essere attori principali per proporre possibili soluzioni allo stato attuale delle cose, anche perché, non dimentichiamocelo, è della nostra vita che si parla.

Oltre 500 mila persone in Sardegna non hanno diritti, sono i diabetici e le loro famiglie, chiediamo,

IN PRATICA I provvedimenti di minima attuabili nell’immediato sono:

Modalità di distribuzione dei presidi sanitari omogenea in tutto il territorio regionale, con la possibilità per ogni paziente sardo di ritirare i presidi presso la farmacia di sua fiducia più vicina al suo domicilio e non presso le farmacie centralizzate delle ASL, che spesso distano centinaia di chilometri.

In attesa che possa essere studiato un cartellino elettronico, che con le dovute convenzioni il diabetico possa ritirare il farmaco e i presidi in qualunque farmacia europea.

Ampliamento dei centri di diabetologia esistenti, (escluse quelle che operano nei reparti di degenza, non si può gestire il diabete nelle corsie) con aumento della dotazione organica e la collocazione in locali più adatti alle esigenze dei pazienti, con spazi specificamente dedicati alle esigenze della formazione e dell’educazione del paziente diabetico.

Ad esempio, non vorremmo più vedere gente stipata come sardine in un corridoio dove sono presenti frigoriferi, carrelli per urine e non è presente un servizio igienico idoneo e manca del tutto il servizio per disabili, ed inoltre non vorremmo più che per soddisfare le esigenze della gestione terapeutica e della educazione sanitaria più di 300 bambini diabetici e 200 celiaci sia disponibile un’unica stanza di 6 metri per 3 che funge da ambulatorio, laboratorio, sala prelievi e aula di istruzione con tutte le suppellettili che ciascuna di queste attività richiede.

Questa caro Dr. Demurtas è la realtà di Sassari, ma in altre sedi della Regione esistono anche situazioni peggiori.

Tralascio di descriverLe la situazione di autentica, inciviltà, per legge, del rilascio della certificazione per il lavoro; della certificazione per l’ottenimento o il rinnovo della patente di guida per autoveicoli; il divieto per i diabetici di ottenere le patente nautica; il limite di 18 ore all’anno per le visite specialistiche per cui il diabetico che lavora si vede decurtare le ferie per curarsi, ecc..

L’augurio è che, nonostante la montagna di cose incompiute Lei possa realmente darci una mano e con questo auspicio, comunque vada, La ringrazio e cordialmente La saluto.

Michele Calvisi
Presidente ADMS ONLUS


Data ultimo aggiornamento: Giovedì, 3 Giugno 2004 6:15:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2004/n2004_042.html