Virologia
Diabetici a più alto rischio di infezioni da pneumococco
A cura di Carmelo D’Alessio
Secondo i risulati di una ricerca danese, i diabetici presentano un aumentato rischio di contrarre gravi infenzioni da pneumococco. Tale scoperta suffraga la raccomandazione per i diabetici di effettuare la vaccinazione antipneumococcica, soprattutto se sono contestualmente affetti da cardiopatie croniche o malattie polmonari.
Il Dr. Reimar Wernich Thomsen edi suoi colleghi dell’Aarhus University Hospital di Aalborg (Svezia), nell’articolo pubblicato sulla rivista Diabetes Care, notano che diversi fattori, tra cui l’iperglicemia, possono aumentare il rischio di infezioni batteriche nei diabetici.
I ricercatori hanno esaminato 598 persone ricoverate in ospedale per la prima volta con diagnosi di batteriemia da pneumococco, una seria infezione della circolazione sanguigna, durante un periodo di dieci anni. Ogni caso è stato confrontato con i soggetti del gruppo di controllo, scelti per età e sesso ma senza batteriemia.
In tutto, 53 dei pazienti affetti (9%) avevano il diabete rispetto al 5% del gruppo di controllo. Dopo aver considerato altre malattie, il rapporto di affezione da batteriemia pneumococcica è stato il 50% più alto nei soggetti diabetici. Tuttavia, l’età ha fatto la differenza nell’aumentare il rischio di contrarre l’infezione. Tra i diabetici di età uguale od inferiore ai 40 anni, il rapporto è stato quattro volte più elevato, probabilmente perché i pazienti più giovani hanno maggiori possibilità di esposizione a fonti infettive.
Nel complesso, i ricercatori stimano che 24 dei 1.000 ricoveri ospedalieri per batteriemia pneumococcica possano essere attribuiti al diabete.
Quindi, bisognerebbe incoraggiare ed estendere la vaccinazione antipneumococcica in soggetti a rischio come i diabetici, ancora oggi poco diffusa.
Tratto da Reuters Health - Fonte: Diabetes Care. 2004; 27:1143-1147
Traduzione ed adattamento a cura di Carmelo D’AlessioData ultimo aggiornamento: Giovedì, 13 Maggio 2004 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2004/n2004_037.html