Prevenzione
Molti diabetici di tipo 2 dovrebbero seguire una terapia a base di statine
A cura di Linda Possanzini
Nei soggetti affetti da diabete di tipo 2, tenere sotto controllo il colesterolo è importante quanto mantenere un buon controllo glicemico, secondo quanto affermano le nuove linee guida dell’American College of Physicians (ACP) pubblicate nel numero del 22 Aprile degli Annals of Internal Medicine.
Nell’aprile 2003, l’ACP ha consigliato vivamente di eseguire un rigoroso controllo della pressione sanguigna nei diabetici di tipo 2. Le nuove linee guida dell’ACP sono la seconda serie di linee guida che consigliano una gestione aggressiva dei fattori di rischio cardiovascolari in questa popolazione di pazienti. In modo specifico, queste linee guida raccomandano l’utilizzo di statine per i soggetti con diabete di tipo 2 e coronaropatia (CAD), e per tutte le persone affette da diabete e da altri fattori di rischio per patologie cardiovascolari.
“Vogliamo mettere a conoscenza sia i pazienti che i loro medici che tenere sotto controllo il diabete, i fattori di rischio cardiovascolari, in modo particolare i livelli di colesterolo e gli elevati livelli di pressione sanguigna, è importante quanto avere dei buoni valori glicemici” afferma l’autrice principale, la Dr.ssa Vincenza Snow, medico associato della Scientific Policy all’American College of Physiacian. “Si tratta d’informazioni che possono salvare la vita. Oltre a controllare i valori glicemici, i diabetici dovrebbero sapere che devono fare altrettanta attenzione alla loro pressione e ai livelli di colesterolo.”
Le nuove linee guide dell’ACP offrono suggerimenti pratici ai medici di base inerenti i diversi aspetti della gestione della patologia diabetica. Per i pazienti, l’ACP sta per distribuire un video destinato ai diabetici di tipo 2 e alle loro famiglie contenente le ultime novità relative all’importanza di tenere sotto controllo i livelli di colesterolo.
Per tenere sotto controllo il colesterolo nei soggetti diabetici, sono state fatte specifiche raccomandazioni quali l’assunzione di statine per i pazienti con diabete di tipo 2 e coronaropatia manifesta, nonostante i loro livelli di colesterolo. Tutti gli individui adulti, comprese le donne in pre-menopausa, con diabete di tipo 2 e un altro fattore di rischio per CAD, come ipertensione, ipercolesterolemia, fumo, stile di vita sedentario ed obesità, dovrebbero assumere statine o il gemfibrozil, qualsiasi siano i livelli di colesterolo.
Dopo aver iniziato una terapia per la riduzione dei livelli di colesterolo, i pazienti con diabete di tipo 2 dovrebbero continuare ad assumere dosi moderate di statine. È importante che i medici non rimandino l’inizio della terapia a base di statine fino a che il colesterolo non superi livelli critici e non devono inoltre utilizzare le statine per raggiungere buoni livelli di colesterolo e poi smettere la terapia una volta raggiunto l’obiettivo. Fatta eccezione per i pazienti con disfunzioni epatiche, dolori muscolari, o che facciano uso concomitante di altri farmaci che potrebbero interagire con le statine, il monitoraggio periodico della funzionalità epatica e degli enzimi muscolari non dovrebbe risultare necessario.
“Le donne diabetiche non ancora in menopausa credono che i loro ormoni femminili le proteggano dalla CAD”, afferma il DR. Snow. “Le statistiche tuttavia mostrano che le donne in pre-menopausa con diabete di tipo 2 e almeno un altro fattore di rischio cardiovascolare, hanno le stesse probabilità del sesso maschile di sviluppare una CAD. Per questo motivo l’ACP afferma che le donne con diabete di tipo 2 e un altro fattore di rischio per CAD dovrebbero assumere statine.”
Le prove su cui si basano queste linee guida sono riassunte in del Veterans Affaire ad Ann Arbor, (Michigan). Questo comprende un riesame della ricerca sulla terapia farmacologica per la ipercolesterolemia nei pazienti con diabete di tipo 2 che presentano una CAD o fattori di rischio cardiovascolari. Tra le problematiche riesaminate vi sono i benefici che si ottengono da un minuzioso controllo dei grassi nel sangue nella prevenzione primaria, per i pazienti senza CAD manifesta, e una prevenzione secondaria, per i pazienti con CAD documentata; e i benefici che si ottengono dal ritorno a livelli normali del colesterolo cattivo (LDL). L’autore conclude dicendo che le statine sono da considerarsi estremamente sicure, salvo per i soggetti con disfunzioni epatiche o che utilizzino farmaci che possano interagire con le statine. I farmaci utilizzati per abbassare i livelli di grassi nel sangue sembrano ridurre del 22-24% il rischio di eventi cardiovascolari maggiori nei pazienti diabetici.
“Nei pazienti con diabete di tipo 2, la terapia farmacologica per le dislipidemie riduce il rischio cardiovascolare,” scrive l’autore. “La maggior parte dei pazienti, inclusi quelli i cui valori di colesterolo LDL baseline sono inferiori a 115 mg/dl, e in alcuni casi sotto i 100mg/dl, traggono beneficio dall’assunzione delle statine. Questi farmaci in dosaggi moderati possono essere sufficienti nella maggioranza dei diabetici.”
Tratto da Medscape - Fonte: Ann Intern Med. 2004;140:644-649, 650-658
Traduzione ed adattamento a cura di Linda PossanziniData ultimo aggiornamento: Giovedì, 13 Maggio 2004 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2004/n2004_036.html