Terapia
Insulina lispro dopo i pasti: efficace, ma non a lungo termine
A cura di Stefano Paolocci
L’uso post-prandiale dell’analogo dell’insulina lispro è una strategia che può rivelarsi utile per i pazienti che assumono pasti senza un preciso schema orario (bambini, viaggiatori abituali, o anche chi soffre di ritardo nello svuotamento gastrico), perché permette la regolazione della dose secondo le calorie realmente assunte.
Il dott. Guntram Schernthaner, assieme ad altri collaboratori del Department of Internal Medicine, del Rudolfstitung Hospital di Vienna (Austria), ha condotto uno studio di sei mesi confrontando gli effetti metabolici dell’uso sistematico di lispro prima e dopo i pasti.
Durante i primi tre mesi della ricerca, in trentuno pazienti con diabete di tipo 1, l’insulina lispro è stata somministrata o prima o dopo ogni pasto, invertendo poi l’orario di somministrazione nei tre mesi successivi. I risultati hanno mostrato che, iniettandosi l'insulina lispro prima dei pasti, l’emoglobina glicosilata (HbA1c) media è scesa leggermente al di sotto della soglia accettabile, mentre si è verificato un effetto opposto con la somministrazione post-prandiale.
Per quanto riguarda i valori medi delle fruttosamine, si è avuta una diminuzione con la somministrazione di lispro pre-prandiale mentre nessun effetto si è avuto con la somministrazione post-prandiale. Le glicemie medie giornaliere erano simili per entrambi gli schemi terapeutici, anche se quelle misurate prima dei pasti risultavano mediamente più basse se la somministrazione era preprandiale. Inoltre, le escursioni glicemiche medie risultavano maggiori con l'iniezione post-prandiale. Non è stata osservata alcuna differenza nell’incidenza di ipoglicemia tra i due regimi terapeutici.
La somministrazione di lispro subito dopo i pasti “sembra essere un regime terapeutico accettabile e può rivelarsi utile in alcune situazioni purché permetta di raggiungere un adeguato controllo metabolico - concludono i ricercatori - Tuttavia, le fluttuazioni quotidiane sembrano aumentare e questo potrebbe provocare, nel lungo periodo, un aumento dei livelli di HbA1c. Quindi, può essere utilizzata solo con un adeguato monitoraggio dei livelli di emoglobina glicosilata e solo se il minor controllo è bilanciato da reali benefici”.
Tratto da: Doctor's Guide - Fonte: Diabet Med 2004 Mar;21:3:279-84
Traduzione ed adattamento a cura di Stefano PaolocciData ultimo aggiornamento: Lunedì, 26 Aprile 2004 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2004/n2004_031.html