Cardiologia
La severità dell’aterosclerosi è associata ai livelli glicemici
A cura di Carmelo D’Alessio
La severità della malattia aterosclerotica sembra associata alla glicemia dopo carico orale di glucosio ed ai livelli di emoglobina glicosilata (HbA1c). È quanto emerge da uno studio condotto dal Prof. Ferdinando C. Sasso e dai suoi colleghi dell’Istituto di Medicina Interna della II Università di Napoli.
Si è valutata la correlazione dei fattori glico-metabolici tra 234 uomini con normale tolleranza glucidica e diversi livelli di caronaropatia: 72 con patologia a carico di un vaso, 64 con 2 vasi interessati, 56 con tre vasi compromessi e 42 senza alcuna patologia. I quattro gruppi non mostravano differenze significative nelle terapie, nella storia familiare di coronaropatia e di altre malattie cardiovascolari e nei livelli di glicemia a digiuno.
I fattori che si correlavano con la severità dell’aterosclerosi comprendevano i livelli glicemici dopo carico orale di glucosio, i livelli di emoglobina glicosilata, l’insulinemia a digiuno e dopo carico.
Un elevato numero di stenosi coronariche era accompagnato da un aumento della glicemia dopo carico, dell’insulinemia a digiuno e dopo carico, dell’emoglobina glicosilata, dal colesterolo totale e LDL e dai livelli di trigliceridi e, inoltre, era accompagnato da un decremento dei livelli di colesterolo HDL.
Le varie analisi hanno rivelato che i fattori indipendentemente associati al numero di stenosi delle arterie coronarie includevano i livelli glicemici dopo carico di glucosio, i livelli di emoglobina glicosilata ed i livelli di insulinemia, sia a digiuno che dopo carico.
Tuttavia, i ricercatori hanno sottolineato che tali risultati suggeriscono un’associazione che può essere validata solo da specifici studi prospettici.
Tratto da: Doctor's Guide - Fonte: JAMA 2004;291:1857-1863
Traduzione ed adattamento a cura di Carmelo D’AlessioData ultimo aggiornamento: Lunedì, 26 Aprile 2004 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2004/n2004_030.html