Cardiologia
Il controllo glicemico migliora struttura e funzione cardiaca nel diabete di tipo 1
A cura di Claudio Cataldo
Uno stretto controllo glicemico in pazienti con diabete di tipo 1, può fare regredire l’ipertrofia del ventricolo sinistro e ridurre lo spessore del setto interventricolare. È la conclusione a cui sono arrivati il dr. Franz Aepfelbacher ed i suoi colleghi del Beth Israel Deaconess Medical Centre di Boston nel Massachusetts (USA) in un recente studio pubblicato sull’International Journal of Cardiology.
Il diabete di tipo 1 è spesso associato ad anomalie cardiache, incluse ipertrofia ventricolare sinistra, fibrosi interstiziali, disfunzioni diastoliche e sistoliche. Il rischio di sviluppare queste patologie aumenta in presenza di ipertensione.
Mentre nei pazienti con diabete di tipo 2 alcune cardiomiopatie possono essere risolte col controllo dell’ipertesione arteriosa e della glicemia, nei pazienti con diabete di tipo 1 l’efficacia di questi interventi non è ancora stata stabilita.
Il dr. Franz Aepfelbacher e colleghi, hanno quindi esaminato l’effetto di uno stretto controllo glicemico sul miglioramento della funzione e della struttura cardiaca in 19 pazienti diabetici di tipo 1 di lunga durata (età media 40 anni, anni dall’esordio del diabete da 24 a 32) cui è stata somministrata insulina 4 volte al giorno. Criteri di esclusione da questa analisi sono state coronaropatie, insufficienza cardiaca congestizia, ictus, albuminuria o bassa clearance della creatinina.
Il controllo glicemico è stato determinato tramite i livelli di emoglobina glicosilata (HbA1c) all’inizio dello studio, dopo 6 mesi e dopo un anno, mentre la pressione sanguigna è stata misurata con monitoraggio ambulatoriale delle 24 ore (holter), sia all’inizio che dopo un anno di osservazione. Per misurare il diametro interno del ventricolo sinistro, gli spessori della parete settale e posteriore ed altri parametri, si sono utilizzate immagini ecocardiografiche.
Lo stretto controllo glicemico ha consentito di ottenere una significativa diminuzione media dei livelli della HbA1c da 9.5 ± 1.6% di partenza a 8.2 ± 1.5% dopo 1 anno. In totale, 12 dei 19 pazienti hanno mostrato un significativo miglioramento del controllo delle glicemie con una HbA1c che è scesa da 9.8 ± 1.5% prima della cura a 7.8 ± 1.2% dopo il trattamento.
Nel gruppo che ha raggiunto un miglior controllo glicemico, è stata osservata una riduzione dell’ipertrofia del ventricolo sinistro, con una riduzione media della massa da 205 ± 35 gr. a 182 ± 46 gr. Inoltre, lo spessore settale si è ridotto in maniera apprezzabile, passando dai 10.3 ± 1.4 mm originari a 9.4 ± 1.7 mm alla conclusione del periodo di osservazione. Secondo gli autori, in base a questi ed altri dati, nei pazienti diabetici “l’incremento della massa del ventricolo sinistro è principalmente dovuta alla differenza di spessore del setto interventricolare”.
In presenza di un buon controllo glicemico, non sono stati osservati altri cambiamenti strutturali o funzionali, né differenze di pressione sanguigna. Va comunque tenuto conto che l’esigua dimensione del campione analizzato in questo studio potrebbe aver limitato le possibilità di individuare tale effetto.
Gli autori concludono sostenendo che “un miglior controllo glicemico in pazienti con diabete mellito di tipo 1 è associato ad una regressione dello spessore settale e della massa del ventricolo sinistro … in assenza di significative alterazioni della pressione arteriosa nell’arco delle 24 ore”.
Tratto da: Doctor’s Guide - Fonte: Int J Cardiol 2004 Mar;94:1:47-51
Traduzione ed adattamento a cura di Claudio CataldoData ultimo aggiornamento: Domenica, 4 Aprile 2004 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2004/n2004_026.html