Alimentazione
L’aumento dell’apporto di grassi è collegato a ridotta tolleranza al glucosio in gravidanza
A cura di Silvia Demartini
L’aumento dell’introito di grassi si accompagna con lo sviluppo in gravidanza dei dismetabolismi del glucosio, secondo quanto pubblicato sul numero di Marzo dell’American Journal of Clinical Nutrition riguardo ad uno studio condotto dall’Università della Carolina del Nord a Chapel Hill (USA).
Sono stati esaminati 1.698 casi di gravidanza in donne di razza bianca o nera, escludendo le seconde gravidanze o i casi di diabete preesistente. Sono stati raccolti i dati sull’indice di massa corporea (BMI), sociodemografici e sul fumo. I ricercatori hanno somministrato un questionario per evidenziare le abitudini alimentari durante il primo trimestre di gravidanza, prestando particolare attenzione all’energia totale assunta e ai macronutrienti, espressi sia in termini di percentuale sull’energia totale sia come calorie provenienti da ciascun macronutriente.
Queste informazioni sull’alimentazione sono state incrociate con la classificazione delle pazienti in tre categorie, suddivisione fatta dai medici in base al diverso metabolismo del glucosio: diabete mellito gestazionale (GDM), ridotta tolleranza al glucosio (IGT) e normale tolleranza al glucosio. Tramite l’elaborazione di diversi modelli di correlazione tra dieta e rischio di IGT e GDM e tramite gli aggiustamenti per tener conto anche di altri possibili fattori di rischio, i ricercatori hanno trovato nel gruppo esaminato una prevalenza di IGT del 2,6% e una prevalenza di GDM del 5,2%.
In particolare, si è riscontrato che l’aumento della dieta con 100 Kcal provenienti dai carboidrati è collegato ad una riduzione del 12% del rischio di IGT e del 9% del rischio di GDM. Al contrario, sostituire parte dei glicidi con dei lipidi porta ad un aumento significativo sia dell’IGT sia del GDM. Secondo i modelli predittivi, un aumento del 10% dei carboidrati e una diminuzione del 10% dei grassi dimezzavano il rischio di IGT e di GDM.
Spiegano gli autori dello studio che “se una donna consuma una dieta con più grassi e meno carboidrati, il rischio di IGT cresce del 7% (e del 9% quello di GDM) per ogni aumento percentuale in apporto lipidico. Come ci aspettavamo, sostituire i grassi con i carboidrati porta ad una diminuzione del 6% del rischio di IGT e di GDM per ciascun aumento percentuale di carboidrati.”
I risultati di questa ricerca sono in contrasto con uno studio analogo, pubblicato nel 2000 e condotto dal dott. Wang, su 116 donne cinesi, che sembrava indicare che i grassi polinsaturi abbiano un effetto protettivo contro l’IGT e il GDM. I ricercatori statunitensi, tuttavia, sottolineano che i meccanismi del metabolismo glucidico differiscono a seconda dei diversi gruppi etnici e questa potrebbe essere una causa di questi risultati discordanti.Un altro motivo potrebbe essere il tipo particolare di lipidi presi in considerazione dal dott. Wang, e cioè solo i grassi polinsaturi, nella forma particolare dell’olio di soia. Probabilmente l’alimentazione dei soggetti studiati nella ricerca statunitense era più ricca di grassi saturi. In ogni caso, questi risultati offrono importanti suggerimenti per definire meglio la corretta alimentazione da tenere durante la gravidanza, soprattutto per ridurre il rischio di diabete gestazionale.
Tratto da: Medscape - Fonte: Am J Clin Nutr. 2004;79:479-486
Traduzione ed adattamento a cura di Silvia DemartiniData ultimo aggiornamento: Martedì, 23 Marzo 2004 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2004/n2004_025.html