Ricerca

Collegamento fra morbo di Alzheimer ed aumentato rischio di diabete di tipo 2

A cura di Anna Manetti

Una ricerca condotta a Rochester nel Minnesota (USA), fa pensare che i pazienti con morbo di Alzheimer siano maggiormente proni a sviluppare il diabete di tipo 2.

I ricercatori, esaminando il registro dei pazienti con morbo di Alzheimer della Clinica Mayo, hanno constatato che sia il diabete di tipo 2 sia l’intolleranza al glucosio a digiuno (IFG) erano molto più diffusi fra i pazienti affetti anche dal morbo di Alzheimer (100) che fra i soggetti di controllo, che non lo avevano (138).

L’81% dei pazienti malati di Alzheimer aveva o il diabete di tipo 2 (35%) o l’IFG (46%). Nel gruppo di controllo, solo il 18% aveva il diabete e il 24% l’IFG. In uno studio connesso, di campioni di cervello e di pancreas ottenuti dall’autopsia di soggetti deceduti, l’amiloide nelle insule era più frequente e diffuso nei pazienti con morbo di Alzheimer che in quelli di controllo.

L’amiloide nel cervello non era più diffuso nei pazienti diabetici di tipo 2 che nei soggetti di controllo non diabetici. Tuttavia, quando l’amiloide nel cervello era presente nei diabetici di tipo 2, la quantità di amiloide era più alta in misura proporzionale alla durata del diabete, ma non all’età. Ciò fa ritenere che un’esposizione prolungata all’iperglicemia possa provocare la formazione di una placca cerebrale.

Il dott. Peter C. Butler dell’University of Southern California scrive nel numero di Febbraio di “Diabetes”, che questi due studi depongono a favore di un possibile collegamento fra i processi neurodegenerativi che portano alla perdita delle cellule della corteccia cerebrale nel morbo di Alzheimer e la perdita di cellule beta nel diabete di tipo 2. Parlandone a Reuters Health, il dott. Butler ha commentato: “Questo studio suggerisce che l’anormale aggregazione di proteine nelle insule, che si osserva nei diabetici di tipo 2, e l’aggregazione di proteine molto simili nel cervello dei malati di Alzheimer, sono ambedue elementi importanti nel provocare la malattia.” Ha poi aggiunto: “Ancora più interessante è l’idea che la predisposizione genetica per queste malattie potrebbe essere condivisa….Se si riuscisse a trovare delle terapie per prevenire la formazione di tali aggregati anormali di proteine, esse potrebbero rivelarsi utili per la cura e la prevenzione sia del diabete di tipo 2 sia del morbo di Alzheimer.”


Data ultimo aggiornamento: Venerdì, 19 Marzo 2004 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2004/n2004_022.html