Trapianti
I pazienti che sviluppano il diabete dopo un trapianto di rene ottengono risultati peggiori nel breve termine
A cura di Silvia Demartini
Uno studio statunitense è giunto alla conclusione che i pazienti che sviluppano il diabete subito dopo un trapianto di rene hanno risultati nel breve periodo inferiori a chi era già diabetico al momento del trapianto. Complessivamente, questo tipo di pazienti è risultato essere più soggetto a rigetto del rene, infezioni e ulteriori ricoveri nel periodo post-trapianto.
Robert Gabbay, del Penn State Diabetes Center, autore principale dello studio, sottolinea come “è stato sorprendente constatare che i pazienti che hanno avuto a che fare con il diabete e con le complicanze di questa malattia per anni, alla fine reagiscono meglio di chi ha sviluppato il diabete dopo essere stato trapiantato”. 181 pazienti, trapianti di rene tra gennaio 1999 e dicembre 2000, al Penn State Milton S. Hershey Medical Center in Pensilvania (USA), sono stati suddivisi in 3 gruppi: chi era diabetico prima dell’intervento, chi è diventato diabetico nell’arco di 24 settimane dal trapianto, chi non è mai stato diabetico, né prima né dopo l’operazione.
Circa il 22% di chi era non diabetico prima del trapianto di rene ha sviluppato il diabete entro 6 mesi dall’intervento. Circa il 57% di questi pazienti ha avuto almeno un’infezione, in confronto al 35% del gruppo dei diabetici e del 21% del gruppo dei non diabetici. I pazienti che avevano sviluppato il diabete dopo il trapianto di rene, inoltre, erano più soggetti ad infezioni ricorrenti rispetto agli altri 2 gruppi. I ricercatori si aspettavano che questo gruppo di trapiantati non mostrasse ancora evidenti segni delle complicanze del diabete, ma non è stato così.
Sebbene supportati da uno scarso numero di casi, anche i primissimi studi sul lungo termine mostrano che le terapie farmacologiche comunemente usate oggi per prevenire il rigetto dell’organo, possono davvero causare l’insorgenza del diabete. Queste ricerche sembrano anche suggerire che la comparsa del diabete dopo il trapianto di rene sia associata a più elevate morbilità e mortalità, principalmente dovute ad un aumento di rischio infettivo ed a problemi cardiaci e vascolari.
“Con questo studio abbiamo focalizzato la nostra attenzione sui primi 6 mesi dopo il trapianto perché la riospedalizzazione nel breve termine dopo l’intervento è un grosso punto critico per i pazienti trapiantati.”, afferma Gabbay. “Se i cattivi risultati si manifestano fin dall’inizio, allora si dovrà intervenire precocemente per migliorare la salute di questi pazienti nel lungo termine”. Inoltre, Gabbay sostiene che i risultati evidenziati negli studi sul lungo termine risentono anche delle conseguenze delle altre complicanze del diabete e ne sono influenzati negativamente. Analizzando solo il breve termine, invece, si esclude qualsiasi effetto delle complicanze e si isola così il solo effetto delle glicemia. I peggiori esiti del trapianto per questo tipo particolare di pazienti dovrebbero, dunque, avere qualcosa a che fare con i livelli glicemici ma occorrono ulteriori ricerche per chiarire meglio queste ipotesi.
Tratto da: Doctor’s Guide - Fonte: Penn State Milton S. Hershey Medical Center
Traduzione e adattamento a cura di Silvia DemartiniData ultimo aggiornamento: Domenica, 7 Marzo 2004 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2004/n2004_015.html