Trapianti
Nei topi, un nuovo farmaco previene la ricomparsa del diabete dopo il trapianto di isole pancreatiche
A cura di Giuseppe Perillo
Un recente studio condotto dai ricercatori dell’Università della Virginia (USA), ha dimostrato che un nuovo composto antinfiammatorio chiamato Lisofylline, previene la ricomparsa del diabete nei topi ai quali sono state trapiantate le isole pancreatiche.
Il trapianto di isole pancreatiche, sta diventando negli ultimi anni, un promettente trattamento per il diabete di tipo 1, ma, senza l’aiuto di potenti farmaci immunosoppressori, il sistema immunitario distruggerebbe di nuovo le cellule trapiantate con il risultato di una riduzione della produzione di insulina, un eccesso di glucosio nel sangue e la ricomparsa del diabete.
I ricercatori dell’Università della Virginia hanno invece scoperto che il Lisofylline, o LSF, ha la potenzialità di evitare la distruzione delle cellule beta in caso di attacco immunitario provocato dalle citochine infiammatorie, preservando la secrezione dell’insulina.
“Le nostre scoperte sono veramente molto incoraggianti e siamo entusiasti del fatto che il Lisofylline abbia funzionato così bene negli animali” riferisce il Dr. Jerry Nadler, capo Dipartimento di Endocrinologia e Metabolismo della stessa università e direttore del Diabetes and Hormone Center of Excellence. “Abbiamo scoperto una potenziale nuova strada per proteggere le isole pancreatiche dopo il trapianto. È possibile che questa ricerca possa essere la base per ulteriori studi sull’uso del LSF o di composti antinfiammatori simili sugli uomini, al fine di limitare il bisogno di utilizzare immunosoppressori molto tossici, nei pazienti sottoposti a trapianto di isole”.
Nello studio, i ricercatori hanno trapiantato isole pancreatiche nei reni di topi diabetici provocando un attacco autoimmune. Un gruppo è stato trattato con iniezioni giornaliere di LSF per la durata di tre settimane, mentre l’altro gruppo con iniezioni di soluzione salina. I risultati dei test della glicemia hanno dimostrato che i topi trattati con LSF hanno mantenuto livelli glicemici ottimali, senza ricorrere ad immunosoppressori ed insulina per più di 65 giorni, mentre, i topi trattati con soluzione salina hanno mantenuto un livello di glicemia ottimale solo per 6 giorni. Infine, i ricercatori hanno asportato i reni dagli animali verificando che, nei topi sottoposti al trattamento con LSF, alcune cellule beta trapiantate erano ancora attive.
Secondo il Dr. Zandong Yang, coautore dello studio, il Lisofylline ha una funzione unica nel proteggere le cellule beta che producono insulina. “A livello cellulare – ha aggiunto Yang - il LSF inibisce il meccanismo per cui le citochine danneggiano le cellule beta. A livello molecolare invece, si crede che il LSF possa allungare la vita e la produzione di energia delle cellule beta aumentando il metabolismo nella mitocondria cellulare, che è il motore della cellula”.
I ricercatori dell’Università della Virginia sperano di poter testare il LSF sugli uomini ai quali sono state trapiantate le isole pancreatiche. Questo sarebbe un grande aiuto nel proteggere queste cellule dalla morte.
Tratto da: Science Daily News - Fonte: University Of Virginia Health System
Traduzione e adattamento a cura di Giuseppe PerilloData ultimo aggiornamento: Giovedì, 19 Febbraio 2004 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2004/n2004_010.html