Trapianti
«Torno in Italia, Palermo capitale per il diabete»
Da un articolo di Mario Pappagallo - Il Corriere della Sera
Parla Camillo Ricordi, massimo esperto mondiale della malattia. «Nessun italiano dovrà più attraversare l'Atlantico per curarsi»
«Palermo come Miami, centro di riferimento internazionale per la cura del diabete con il trapianto di cellule del pancreas... quelle che producono insulina». Camillo Ricordi, 47 anni il prossimo primo aprile, un elenco sterminato di pubblicazioni scientifiche e qualche prestigioso premio di quelli normalmente conferiti a ricercatori statunitensi, torna in Italia come presidente del consiglio di amministrazione dell'Istituto mediterraneo per i trapianti e terapie ad alta specializzazione (Ismett) di Palermo.
«Niente "rientro dei cervelli" però. - precisa Ricordi - Mantengo la direzione del Diabetes Research Institute di Miami collegato all'University of Pittsburgh Medical Center (Upmc). Sarò a Palermo una volta al mese e mi collegherò tutti i giorni in teleconferenza, così come già facciamo con l'università di Singapore o con il Karolinska di Stoccolma. E' una ricerca senza confini, una collaborazione scientifica globale».
Sì, perché l'idea di Ricordi è quella di fare a Palermo quanto già fatto a Miami dove il centro trapianti in pochi anni è passato da oltre il ventesimo posto al terzo per importanza negli Stati Uniti: «Saranno avviati nei prossimi mesi una serie di rapporti di collaborazione fra Ismett, università di Palermo, Miami e centro trapianti di Pittsburgh. Obiettivo: avviare anche in Sicilia il programma di trapianto di cellule pancreatiche e le terapie necessarie per la cura del diabete».
Ricordi è considerato il massimo esperto per quanto riguarda la cura del diabete ed il trapianto di cellule pancreatiche. Non a caso il metodo attuato nel mondo si chiama «metodo Ricordi»: le cellule del pancreas, prelevate da un organo donato e purificate, vengono «infuse» nel fegato dove attecchiscono e cominciano a produrre insulina, quella che manca a chi è malato di diabete. Il fegato, oltre a fare il suo lavoro, fa anche da pancreas. Niente trapianti nè interventi chirurgici. La percentuale di riuscita di questo tipo di intervento è pari al 100%. Semplice a dirsi e a farsi, ma per arrivare a questa tecnica sono serviti anni di lavoro: prima al San Raffaele di Milano dove Ricordi era allievo di Pozza e di Di Carlo, poi a Pittsburgh dove nel 1990 effettuò i primi trapianti di cellule pancreatiche. Infine l'incarico in Florida, nel 1993, per creare il centro di Miami. Quindi Palermo, ma restando negli States. La sfida è quella di non far più attraversare l'Atlantico ai pazienti italiani, svedesi o del Kuwait. «La meta per i diabetici dei Paesi del Mediterraneo, e non solo, sarà Palermo», è sicuro Ricordi.
Ogni 24 ore ben mille pazienti diabetici muoiono e 1.200 sono i casi nuovi registrati. Si calcola che nel 2010 saranno oltre 221 milioni i diabetici nel mondo. Nel 2030 saranno 370 milioni (+ 110%). In Italia una persona su tre sopra i 40 anni è a rischio diabete. Secondo l'Oms, nel nostro Paese nel 2030 i malati di diabete saranno 5 milioni e 400 mila. Attualmente, oltre all'Ismett, ad avere ottenuto l'autorizzazione per eseguire il trapianto di cellule pancreatiche sono altri 8 centri (Policlinico di Udine, Gemelli ed Umberto I di Roma, San Martino di Genova, San Raffaele e Niguarda di Milano, San Matteo di Pavia, ospedale Brotzu di Cagliari). Fino ad oggi, però, l'unica struttura ad aver eseguito trapianti di cellule pancreatiche è il San Raffaele. Mario Pappagallo
Fonte: Il Corriere della Sera mercoledì, 28 gennaio, 2004
A cura di Guido SeuData ultimo aggiornamento: Giovedì, 12 Febbraio 2004 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2004/n2004_007.html