Patogenesi delle complicanze
Relazione tra controllo glicemico, patogenesi e progressione della nefropatia diabetica
A cura di Carmelo D'Alessio
Nei diabetici di tipo 2, valori di emoglobina glicosilata (HbA1c) superiori a 7.5% e di glicemia post-prandiale plasmatica al dì sopra di 200 mg/dl, sono strettamente correlati ad un rapido declino della funzionalità renale.
Sebbene sia ben noto che l’iperglicemia preceda lo sviluppo della nefropatia nei pazienti diabetici, è ancora controverso se la patogenesi di tale complicanza sia dovuta all’iperglicemia stessa. Alcuni dati evidenziano una riduzione delle complicanze renali con una HbA1c minore di 7.0-6.5%, mentre altri propendono per livelli inferiori a 8.0%.
Per meglio comprendere la patogenesi e la progressione della nefropatia diabetica, il Dr. Romano Nosadini ed i suoi colleghi dell’Università degli Studi di Sassari, hanno esaminato la relazione tra livelli di HbA1c e livelli di glicemia post-prandiale e basale in 74 diabetici di tipo 2 di origine caucasica. Tutti i pazienti presentavano un elevato tasso di albuminuria (20-3000 µg/min) ed ipertensione arteriosa.
I pazienti sono stati seguiti durante i 4 anni di trattamento con ACE-inibitori assieme a calcio- antagonisti e diuretici per il controllo della pressione arteriosa, e con sulfaniluree, metformina, metformina ed insulina per abbassare i livelli glicemici.
Il 75% dei pazienti che hanno ottenuto una diminuzione della filtrazione glomerulare (GFR) aveva valori di HbA1c superiori a 7.5-8.0%, mentre il restante 25% che non aveva avuto variazioni della GFR, presentava valori di HbA1c minori di 7.5-8.0%. Il declino della GFR è stato osservato in tutti i pazienti, tranne due con glicemia post-prandiale superiore a 200 mg/dl; invece, nessuna modifica nella GFR è stata riscontrata con glicemie inferiori a tale limite.
Questi risultati suggeriscono agli autori che “quando l’emoglobina glicosilata è stabilmente superiore a 7.5% e la glicemia post-prandiale supera i 200 mg/dl, si assiste ad un rapido declino della funzione glomerulare.”
Gli autori dello studio hanno anche esaminato i dati sull’efficacia delle attuali terapie atte a prevenire le complicanze renali nei pazienti diabetici, sottolineando i recenti dati controversi dello studio ALLHAT, i quali mostrano un’efficacia comparabile di lisinopril (ACE-inibitore), clortalidone (diuretico) ed amlodipina (calcio-antagonista) nella prevenzione della nefropatia nei pazienti con ipertensione arteriosa.
Tratto da: Doctor’s Guide - Fonte: J Am Soc Nephrol 2004;15:S1-S5
Traduzione e adattamento a cura di Carmelo D'AlessioData ultimo aggiornamento: Venerdì, 30 Gennaio 2004 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2004/n2004_006.html