VIII Congresso ANSISA - Verona 28-29 Novembre 2003

La grande obesità: fisiopatologia, clinica e terapia

A cura di Guido Seu

La “grande obesità”, scelta quest’anno come argomento dell’VIII Congresso Nazionale A.N.S.i.S.A., è tema di grandissima attualità trattandosi di una patologia purtroppo in consolidamento nel mondo occidentale, latente nei paesi in via di sviluppo e in evidente rapida crescita nel nostro paese.
Nonostante l’affinarsi dei protocolli terapeutici e le importanti scoperte scientifiche degli ultimi anni che hanno ribadito la rilevanza, nella patogenesi dell’obesità, della noxa genetica che inevitabilmente si assomma ad una naturale predisposizione all’accumulo di tessuto adiposo, tipico della nostra specie, la prevalenza di questa patologia pare in continua e inarrestabile crescita.

Tratto dal messaggio di apertura
del Prof. Roberto Sori, Presidente ANSISA

Il 28 e 29 Novembre si è tenuto presso il Centro Congressi dell’Hotel Leon d’Oro di Verona l’VIII Convegno Nazionale ANSISA, Associazione Nazionale Specialisti in Scienza dell’Alimentazione, dal titolo “La grande obesità: fisiopatologia, clinica e terapia”.

L’evento ha richiamato nella città veneta circa 170 specialisti, in gran parte soci Ansisa, ma anche molti chirurghi e altri specialisti interessati all’argomento. Il tema trattato è infatti purtroppo di grande attualità, come ha ricordato il dottor Roberto Sori, presidente di ANSISA, nel suo discorso di apertura.
Sori ha sottolineato la necessità di far fronte al crescente dilagare dell’obesità, e quindi anche delle sue forme più gravi, attraverso la pianificazione della prevenzione primaria.
L’affinarsi delle terapie ha certamente potenziato l’intervento sul singolo paziente, ma non potrà migliorare le aspettative e soprattutto la qualità di vita sui grandi numeri.
La sfida più impegnativa nell’attività dell’associazione per il 2004 sarà quindi la messa a punto di programmi di prevenzione, screening e follow-up del paziente obeso coinvolgendo i medici di medicina generale, oltre che iniziative per la gestione dell’obesità in età infantile, fenomeno ormai di proporzioni epidemiche.

Il prof. Armellini sin dalle prime battute del convegno ha evidenziato che stiamo assistendo ad una graduale crescita del peso della popolazione nelle società più avanzate, quella europea e quella statunitense. E’ proprio l’Italia, ricorda il prof. Armellini nella sua relazione sull’epidemiologia della grande obesità, che detiene il triste primato di maggior percentuale di bambini obesi tra i paesi dell’Unione Europea (circa il 20% della popolazione infantile). Questo li espone ad un alto rischio di sviluppare in futuro molte delle patologie correlate all’obesità: sindrome metabolica, diabete, ipertensione, asma, artrosi, cancro ed altro ancora.
Molti paesi Europei hanno adottato o stanno avviando misure preventive tra le quali la riduzione della pubblicità di cibi ad alto contenuto di grassi nel corso dei programmi televisivi dedicati ai più piccoli. In Italia non è stato purtroppo ancora delineato un preciso programma di prevenzione, benché sia previsto e auspicato nel Piano Sanitario per il 2003-2005.

La grande obesità è stata analizzata in queste due giornate da molteplici punti di vista: quello del medico internista, del nutrizionista, del chirurgo e dello psicologo. Il dottor Ostuzzi ha affrontato il tema della integrazione fra i diversi approcci terapeutici, in quanto un problema così complesso, come la grande obesità, necessita di una cura dagli aspetti medici, ma anche di quelli psicologici. Per il medico specialista saper parlare e ascoltare, cioè comunicare, è uno strumento di fondamentale aiuto.

Il dottor Caputo, psichiatra e psicoanalista, ha parlato del rapporto tra cibo, corpo ed emozioni. A monte del mangiare compulsivo ci sarebbe “un deficit della funzione metacognitiva, quindi della capacità di definire e soddisfare i propri bisogni emotivi”.

L’équipe chirurgica del professor Enzi, che a Padova ha eseguito oltre un migliaio di interventi di bendaggio gastrico regolabile laparoscopico, ha illustrato i dati relativi alla sua esperienza medica nella chirurgia bariatrica: indicazioni, controindicazioni, successi e complicanze.

Oltre alle sessioni plenarie il convegno è stato ricco di workshops, dove ogni partecipante ha potuto approfondire le tematiche più in linea con la propria formazione e i propri interessi. Dalle problematiche nutrizionali nella fase post chirurgica, agli approcci di gruppo, dai casi clinici presentati dai soci, al ruolo del nutrizionista nel trattamento del paziente con pace-maker gastrico.
Sono state inoltre presentate le esperienze e le pratiche terapeutiche di alcuni tra i migliori centri italiani per il trattamento dell’obesità.

Nella mattinata di sabato si sono tenute le relazioni del prof. Bosello di Verona e del prof. Vettor di Padova sulla sindrome metabolica; in particolare è stata discussa la necessità di una terapia medica e farmacologica nell’ottica della prevenzione del rischio cardiovascolare e delle complicanze legate alla grande obesità, tra le quali spicca per prevalenza il diabete. È stato più volte sottolineato quanto il cambio di stile di vita si sia dimostrato un intervento efficace e assolutamente irrinunciabile nella lotta all’obesità, ma che potrebbe ottenere risultati decisamente migliori se venisse associato anche ad altri fra i quali, non ultimo, una corretta terapia farmacologia, mettendo cioè in campo tutte quelle opportunità terapeutiche oggi disponibili.

Il tutto accompagnato da un organizzazione impeccabile nella cornice della splendida città di Verona che, in un periodo caratterizzato da alluvioni e trombe d’aria, ha saputo regalare anche una magnifica mattinata di sole.


Fonte: A.N.S.I.S.A. - Associazione Nazionale Specialisti in Scienza dell’Alimentazione
A cura di Guido Seu

Data ultimo aggiornamento: Giovedì, 8 Gennaio 2004 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2004/n2004_002.html