Uno studio europeo condotto fra i medici specialistici

Il pre-diabete: una situazione in peggioramento se qualcosa non cambia

A cura di Guido Seu

L’elevato incremento dei casi di obesità, l’invecchiamento della popolazione e le abitudini di vita sedentarie, sono tra le maggiori cause della crescita del diabete di Tipo 2 nelle società occidentali. Questa preoccupante situazione viene evidenziata ogni 14 Novembre in occasione del World Diabetes Day dalla International Diabetes Federation (IDF) e dalla Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO), promuovendo iniziative per sensibilizzare l’opinione pubblica e le autorità competenti su questo problema in rapida ascesa.

Al fine di ritardare o prevenire questa forma di diabete, si stanno ricercando nuove strategie per individuare le persone ad elevato rischio di diabete o già pre-diabetici, in modo da poter intervenire precocemente con terapie mirate e modifiche allo stile di vita. Ma che cos’è il pre-diabete2?

TNS, il terzo Gruppo a livello mondiale nel marketing information, ha intervistato degli specialisti (diabetologi e cardiologi) per verificare le loro conoscenze su tale argomento, le loro attuali pratiche mediche e loro attese.

Dalla ricerca, di cui si può scaricare il comunicato stampa in versione integrale, è emerso che per la maggior parte dei medici europei intervistati (97%) il pre-diabete è una condizione molto pericolosa e, se nei prossimi 10 anni non si interverrà a livello nazionale ed Europeo, la situazione peggiorerà in modo drammatico. Sottovalutare il pre-diabete (la maggioranza degli specialisti dichiara che i medici generici sanno ancora troppo poco riguardo a questa condizione) potrebbe portare solo ad un pericoloso e costante aumento dei casi di diabete, delle sue complicanze e quindi dei costi socio-sanitari collegati.

Secondo la maggior parte degli specialisti Europei il sovrappeso e la storia familiare di diabete dovrebbero indurre i medici ad essere più attenti nel monitorare l’esistenza di pre-diabete tra i pazienti. Inoltre lo screening risulterebbe una pratica necessaria, soprattutto se effettuata dai medici generici di base. In tal senso si dovrebbe agevolare questa pratica tramite adeguate schede di valutazione, agevolazioni per lo screening e le terapie, e programmi di controllo su più vasta scala.


Fonte: TNS
A cura di Guido Seu

Data ultimo aggiornamento: Giovedì, 8 Gennaio 2004 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2004/n2004_001.html