Alimentazione e stile di vita
Nuove raccomandazioni per prevenire e curare l’obesità
A cura di Guido Seu
“L’obesità rappresenta uno dei più importanti problemi di salute di tutte le comunità del nostro tempo, soprattutto quelle più evolute, perché riduce l’aspettativa di vita, aumenta la morbidità e la spesa sanitaria. Gli approcci terapeutici tradizionali, che comprendono, oltre alla restrizione dietetica, l’esercizio fisico e i farmaci anoressizzanti, a volte anche la chirurgia, rappresentano dei tentativi, non sempre fruttuosi, soprattutto se non opportunamente utilizzati, per far fronte a lungo termine a questa patologia estremamente complessa.”
Queste le righe introduttive del sito Internet del Centro di Studio e Ricerca sull’Obesità (CSRO) dell’Università di Milano che, insieme a tredici Società Scientifiche, l’11 dicembre scorso ha presentato a Milano un documento contenente le nuove raccomandazioni per prevenire e curare l’obesità e le malattie correlate.
Il volume, dal titolo "Obesità, sindrome plurimetabolica e rischio cardiovascolare: Consensus sull’inquadramento diagnostico-terapeutico", contiene una serie di raccomandazioni che saranno distribuite ai medici aderenti alle tredici Società Scientifiche. Nel documento vengono definiti i ruoli delle diverse figure professionali nella gestione del paziente obeso, con particolare riferimento al ruolo del medico di medicina generale sia nella prevenzione che nel monitoraggio a lungo termine del paziente. È la prima volta che nel nostro Paese, su un tema di tale rilevanza per la salute degli italiani, concordino un piano d’azione un tale numero di soggetti: dal Ministero della Salute, che ha patrocinato l’iniziativa, all’Università alle Società Scientifiche.
“L’emergenza obesità sta assumendo le dimensioni di un’epidemia - commenta il professor Michele Carruba direttore del CSRO - ed è diventata la prima causa di morte prevenibile: le patologie più gravi come diabete, ischemia cardiovascolare, tumori sono oggi riconducibili alla cattiva alimentazione”. Un altro aspetto da non trascurare è l’attività fisica che è sempre meno praticata dai ragazzi: il passaggio dalle scuole elementari alle medie segna un abbandono dei giochi all’aperto a favore del numero di ore trascorse davanti alla televisione e ai videogiochi, comportando un preoccupante aumento dei casi di sovrappeso e di obesità.
Oggi si tende ad una valutazione complessiva del paziente obeso o in sovrappeso che sempre più spesso risulta affetto anche da altre malattie correlate: la sindrome plurimetabolica include tutte le condizioni del paziente non limitandosi ad una visione settoriale da parte del singolo specialista.
Solo in Italia esistono 4 milioni di persone obese, due terzi dei quali hanno anche altri disturbi, ma si pensa che anche il restante 30 per cento in pochi anni sviluppera quadri clinici di comorbidità. La sindrome plurimetabolica è una sorta di "patologia trasversale" che include tutte le condizioni mediche associabili all’eccesso ponderale. Essa rappresenta oggi una delle maggiori cause di morbidità, mortalità e deterioramento della qualità della vita e grava in misura crescente sui costi del Servizio Sanitario Nazionale.Il documento include le raccomandazioni per la diagnosi che si basano su due semplici esami strumentali, il calcolo dell’indice di massa corporea (BMI) e la misurazione della circonferenza della vita, “per eseguire quest’ultima basta un semplice metro da sarto - ironizza il professor Carruba - serve per evidenziare la localizzazione viscerale dell’adipe”. Queste due valutazioni devono essere corredate da informazioni su anamnesi, abitudini di vita, pressione arteriosa e battito cardiaco.
Seguono, poi, le indicazioni per la valutazione del rischio per le patologie associate, riportando gli strumenti per una prevenzione efficace e un intervento sui pazienti in sovrappeso o già obesi. Il trattamento non si basa esclusivamente sulla restrizione calorica, ma prevede un’analisi dei fattori psicologici ed un intervento farmacologico, ove necessario, per mettere il paziente in condizione di non ricadere negli stessi errori.
Fonti: Dica33.it e ItalMed
Traduzione e adattamento a cura di Guido SeuData ultimo aggiornamento: Venerdì, 19 Dicembre 2003 6:00:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2003/n2003_080.html