Prestigioso riconoscimento all’ospedale
Al Brotzu di Cagliari i trapianti combinati rene-pancreas
Tratto da l’Unione Sarda
L’Azienda ospedaliera Brotzu potrà effettuare il trapianto combinato di rene e pancreas. L’autorizzazione, richiesta cinque mesi fa, è stata concessa ieri dal ministero della salute. Per il più grande ospedale sardo si tratta di un riconoscimento prestigioso, giunto dopo un attento esame delle strutture e dei curricula dei medici. Per i diabetici e per i dializzati sardi una speranza di tornare a una vita normale. Saranno loro, infatti, i principali beneficiari del trapianto combinato, visto che una delle complicazioni del diabete è l’insufficienza renale.
L’intervento guarisce anche l’uremia terminale cronica. Ad effettuare gli interventi sarà il giovane primario di chirurgia generale, Fausto Zamboni, bresciano, 40 anni giunto a Cagliari di recente dopo un’importante esperienza a Torino dove era il primo aiuto di Mauro Salizzoni, accreditato di mille trapianti di fegato. E a proposito di fegato, il ministero aveva dato il via libera al Brotzu anche per questo trapianto ma l’assessore alla sanità aveva congelato l’avvio degli interventi per favorire anche Sassari.
Il Centro trapianti dell’ospedale cagliaritano, diretto da Ugo Storelli, effettua da trapianti di rene dal 1988, di cuore dall’anno successivo mentre quelli di cornea sono stati autorizzati più recentemente.
Inaugurato nell’82, tra i primi d’Italia per dimensioni, specializzazioni e qualità di servizi, il San Michele è considerato ospedale di alta specializzazione e di rilievo nazionale. Trentamila ricoveri all’anno nei 630 posti letto, 150 mila pazienti che nel corso dell’anno usufruiscono delle prestazioni ambulatoriali, il Brotzu ha 1880 dipendenti di cui 376 dirigenti medici, 37 dirigenti del personale non sanitario (ingegneri, amministrativi, tecnici) e 1468 di operatori del comparto. Nove i dipartimenti con 47 specializzazioni.
Fonte: L'Unione Sarda 14 Novembre 2003
Data ultimo aggiornamento: Lunedì, 17 Novembre 2003 6:00:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2003/n2003_073.html