Educazione

I “care ambassadors” aiutano i giovani diabetici

A cura di Natalia Ciani

Secondo uno studio pubblicato nel numero di Ottobre della rivista medica “Pediatrics”, i giovani affetti da diabete di tipo 1 e i loro familiari sanno gestire meglio tale malattia con l’aiuto di un “case manager”.

Secondo il dott. Lori M. Laffel del Joslin Diabetes Center di Boston (USA), i cosiddetti “care ambassadors” (ambasciatori di cura), aiutano i giovani diabetici a rispettare gli appuntamenti per i controlli con il team diabetologico che li ha in cura e danno alla famiglia supporto e materiali didattici.

I giovani e gli adolescenti diabetici necessitano di molte iniezioni, di frequenti controlli glicemici, di un’attenta dieta e di controllare l’attività fisica. Inoltre sono in costante crescita e affrontano cambiamenti in ambito scolastico e sportivo.

Per queste ragioni è importante che vi sia un costante contatto con il gruppo che li ha in cura. Il gruppo di lavoro di Laffel ha studiato gli effetti dei “care ambassadors” su un campione randomizzato di 299 soggetti diabetici tra i 7 e i 16 anni, assegnando tre tipi di trattamenti: solo il “care ambassador”, il “care ambassador” più un componente psicoeducativa o la cura convenzionale.

Il risultato è stato che i pazienti, che avevano ricevuto il secondo trattamento, hanno mostrato una minor incidenza di complicanze acute, quali gravi ipoglicemie, ospedalizzazioni e ricorso al pronto soccorso. In particolare, gli episodi di ipoglicemia si sono ridotti del 25-60%, mentre ospedalizzazioni ed emergenze del 40%. Secondo i ricercatori, questo potrebbe ridurre notevolmente i costi sanitari della malattia. Inoltre, i pazienti che avevano iniziato lo studio con un diabete scompensato, se avessero ricevuto il “care ambassador” ed un intervento educativo, avrebbero potuto migliorare il controllo del diabete.

Il dott. Laffel nota come sia importante migliorare il controllo del diabete perché ciò evita di incorrere nel tempo in complicanze quali retinopatia, danni renali e malattie cardiovascolari; inoltre afferma che presso l’unità pediatrica della “Joslin Clinic” è stato usato il modello di cura del “care ambassador” per la cura di diabetici da poco diagnosticati e per i loro familiari.


[Tratto da: Reuters Health – Fonte: Pediatrics, Oct 2003;112:914-922 – Traduzione ed adattamento a cura di Natalia Ciani]

Data ultimo aggiornamento: Martedì, 21 Ottobre 2003 6:00:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2003/n2003_064.html