Medicina dello sport
Dopo anabolizzanti, rischio insulina tra body builders
Tratto da Ansa - Ricerca a cura di Carmelo D'Alessio
L'insulina, per potenziare la massa muscolare è una nuova trovata, spesso con esiti pericolosi per la salute, che si sta diffondendo tra i cultori del body building. E' quanto emerge in un rapporto pubblicato sulla rivista British Journal of Sports Medicine che indica i pericoli di questa nuova forma di doping.
L'autore dell'analisi, Richard Lynch della Pontefract General Infirmary nello Yorkshire, sostiene che nonostante il comitato internazionale olimpico abbia messo al bando questo ormone, almeno uno sportivo su quattro tra coloro che già abusano di anabolizzanti prenda anche insulina due o tre volte a settimana. E i rischi per gli atleti sono davvero elevati. Prendere insulina per pompare i muscoli è la pratica più recente tra coloro che fanno questo sport a livello agonistico, anche perché le iniezioni di insulina attualmente sfuggono ai controlli: ogni traccia della sostanza scompare già dopo quattro minuti dall'iniezione; quindi gli sportivi sleali sono più sicuri di farla franca rispetto a quanto sia possibile con gli steroidi.
Tuttavia, secondo i ricercatori, l'uso di insulina è tanto più agevole per chi vuole imbrogliare senza essere scoperto, tanto più pericoloso per la sua salute. Infatti l'overdose di questo ormone può portare dallo svenimento per crisi ipoglicemica al coma fino al decesso di chi imprudentemente segue questa pratica.
L'ormone viene somministrato alle persone diabetiche nella forma insulino-dipendente, che non producono autonomamente la sostanza. Il suo effetto è di stimolare il passaggio dello zucchero derivato dalla digestione dei cibi dal sangue ai tessuti dove verrà trasformato in energia. Nei muscoli lo zucchero viene immagazzinato sotto forma di una sostanza, il glicogeno, che è una moneta energetica prontamente utilizzabile quando ai muscoli è richiesto di compiere uno sforzo. Più i muscoli contengono riserve di glicogeno, più hanno vigore cosa che, associata all'uso di anabolizzanti che stimolano lo sviluppo della massa muscolare, aiuta l'atleta a 'crescere' i propri muscoli durante l'esercizio fisico. Gli atleti che hanno assunto questa pratica associano le iniezioni di insulina ad una dieta ricca di zuccheri, in modo da non andare mai incontro a crisi di ipoglicemia, cioè ad eccessivo abbassamento del livello di zucchero in circolo. Tuttavia prima di una competizione, quando gli atleti devono seguire un regime alimentare a basso contenuto calorico, le iniezioni di insulina possono portare a shock ipoglicemico. Se l'atleta non è fortunato, come il trentunenne di cui Lynch riporta il caso nel suo rapporto, e non viene subito soccorso può entrare in coma e anche morire. Il ragazzo è stato infatti soccorso, privo di coscienza come è stato trovato nella sua abitazione.
La cosa più grave, sostiene Lynch, è che questi atleti prendono l'ormone in modo del tutto inconsapevole, non sono capaci di regolarne le dosi perché nessun esperto li ha istruiti a farlo come avviene di routine per un malato cui è diagnosticato il diabete. Ma i problemi non finiscono qui, Lynch infatti sottolinea che questi atleti a lungo andare possono diventare diabetici perché l'organismo perde, a forza di iniezioni di insulina, la sua capacità a regolare lo zucchero nel sangue.
La Commissione Olimpionica Internazionale ha già bandito la pratica, riferisce Lynch in conclusione, ma il vero problema sta nel fatto che non si conosce abbastanza il modo in cui gli atleti riescono a procurarsi l'ormone, né ci sono controlli verso diabetici che potrebbero vendere l'insulina loro prescritta agli sportivi.
Tratto da ANSA A cura di Carmelo D'Alessio
Data ultimo aggiornamento: Sabato 9 Agosto 2003 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2003/n2003_050.html