Complicanze
Nel diabete di tipo 1 la nefropatia allo stadio iniziale può regredire
A cura di Silvia Demartini
Un nuovo studio del Joslin Diabetes Center di Boston (USA), pubblicato sul New England Journal of Medicine, ha scoperto che la microalbuminuria, segno precoce di sofferenza renale, può regredire nei diabetici di tipo 1 grazie ad un accurato monitoraggio medico e ad uno stretto controllo glicemico.
Si calcola che un paziente diabetico di tipo 1 su 3 negli USA arrivi allo stadio finale della nefropatia, che richiede o un trapianto di rene o il trattamento della dialisi per tutta la vita. Il primo segno di sofferenza renale è la perdita di piccole quantità di proteine dal sangue nelle urine, fenomeno chiamato appunto microalbuminuria.
Un tempo si credeva che la sua comparsa segnasse irrimediabilmente il destino del paziente e che questi potesse solo sperare di ritardare, ma non di prevenire, l’evoluzione della nefropatia, concentrando i propri sforzi su un ottimo controllo glicemico, sull’assunzione di farmaci per la pressione sanguigna e su una dieta povera di proteine. Gli autori dello studio, invece, hanno scoperto che, nel suo stadio iniziale, il danno renale può sia peggiorare sia migliorare, fino al punto di regredire alla condizione normale.
400 diabetici di tipo 1, con microalbuminuria persistente per un periodo di 2 anni, sono stati seguiti per 6 anni, con accurati e frequenti controlli medici, focalizzando l’attenzione su un ottimo controllo delle glicemia, della pressione sanguigna e dei livelli di colesterolo. “Sorprendentemente, la perdita di proteine è diminuita nel 58% dei soggetti, anche tra coloro che non stavano assumendo ACE inibitori, una classe di farmaci utili nei pazienti con microalbuminuria”, dicono i ricercatori. Particolarmente importante, in questa fase della nefropatia, si è rivelato essere l’abbassamento del colesterolo, anche attraverso l’assunzione di farmaci appositi.
I risultati di questo studio suggeriscono la possibilità che esista un meccanismo specifico con cui il rene sia in grado di riparare se stesso, se agli stadi iniziali della malattia. Occorrono ulteriori ricerche, però, per poter sviluppare terapie efficaci che prevengano i danni renali più gravi.
Nel frattempo, sostengono i ricercatori del Joslin Diabetes Centre, questo studio ha evidenziato l’importanza di un frequente controllo della microalbuminuria e di un precoce intervento alla sua comparsa. Il trattamento dovrebbe essere mirato ad un insieme di fattori (controllo delle glicemia, della pressione sanguigna e del colesterolo) piuttosto che affidarsi soltanto agli ACE inibitori.
Fonte: Joslin Diabetes Center - Traduzione e adattamento a cura di Silvia Demartini
Data ultimo aggiornamento: Sabato, 28 Giugno 2003 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2003/n2003_046.html