Farmaci
Insulina inalabile associata ad un aumento di anticorpi ma senza effetti collaterali
A cura di Carmelo D'Alessio
Il trattamento con insulina inalabile (INH) è associato ad un aumento degli anticorpi anti-insulina, ma gli studi indicano che questi ultimi non determinano crescite dei livelli di emoglobina glicosilata (HbA1c), di fabbisogno insulinico, di ipoglicemia o di reazioni allergiche.
Questi risultati sono stati presentati al 12° Congresso annuale dell’American Association of Clinical Endocrinologists (AACE).
Per valutare l’impatto degli anticorpi anti-insulina (IABs) nei pazienti che stavano completando gli studi iniziali di sicurezza, si sono prolungate le osservazioni di 24 mesi usando INH come la sola forma di insulina ad azione rapida. I partecipanti sono stati 661 diabetici di tipo 1 e 298 di tipo 2, in precedenza trattati con insulina sottocutanea, e 439 diabetici di tipo 2 insulino-trattati con fallimento della terapia ipoglicemizzante orale.
Sono stati misurati gli IABs con metodo semi-quantitativo ed i risultati hanno mostrato nei pazienti diabetici di tipo 1 e 2 trattati con insulina inalabile, un aumento nei livelli di autoanticorpi anti-insulina, dopo esser passati dall’insulina rapida per via sottocutanea a quella inalabile.
Il Prof. S. Edwin Fineberg dell’University of Indiana School of Medicine di Indianapolis (USA) e direttore dello studio ha detto: “Non sono stati osservati effetti collaterali dovuti alle risposte anticorpali in conseguenza dell’uso di insulina inalabile. Tutte le risposte anticorpali sono coerenti con l’esperienza dell’insulina sottocutanea.”
I bambini con diabete di tipo 1 sembravano avere più alti livelli di anticorpi all’inizio ed alla fine dello studio, rispetto agli altri (di cui circa il 60% di età superiore ai 18 anni). Tutti i pazienti diabetici di tipo 1 avevano più elevati livelli medi di anticorpi sia all’inizio che al termine dello studio, al confronto ai diabetici di tipo 2. I più bassi livelli di anticorpi sono stati rilevati nei diabetici di tipo 2 trattati con INH in aggiunta alla terapia ipoglicemizzante orale mentre il picco dei livelli medi di anticorpi si è registrato dal 12° al 18° mese di trattamento.
“Il fatto importante da segnalare è che le analisi suggeriscono come gli anticorpi anti-insulina non siano associati ad aumentati livelli di HbA1c, delle dosi di insulina ad azione rapida e lenta o dei tassi di ipoglicemia”. Egli ed i suoi colleghi hanno sottolineato che non ci sono state rilevanti associazioni con la glicemia a digiuno, in tutti gli studi sulla capacità respiratoria. Inoltre, i dati non hanno mostrato una più alta incidenza di reazioni allergiche nel gruppo trattato con INH rispetto ai gruppi di controllo.
Il Dr. Fineberg ha così concluso: “Le nostre conclusioni è che la terapia con insulina inalabile è associata ad un aumento dei livelli di anticorpi anti-insulina. Tuttavia, le analisi eseguite finora suggeriscono che questi ultimi non si associano ad aumenti dell’HbA1c, delle dosi insuliniche, dei tassi di ipoglicemia o di reazioni allergiche. Ciò concorda con molti altri studi che indicano ugualmente l’assenza di collegamento tra anticorpi anti-insulina e qualità del controllo metabolico o di sicurezza clinica.”
Tratto da: Doctor's Guide - Fonte: Fonte: Study title: Inhaled Antibody Binding in Clinical Studies of Inhaled Insulin (Exubera™ ) in Patients With Type 1 or Type 2 Diabetes. Abstract 69
A cura di Carmelo D'AlessioData ultimo aggiornamento: Mercoledì, 18 Giugno 2003 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2003/n2003_043.html