Trapianti

Risultati preliminari dello studio multicentrico ITN sul trapianto di isole pancreatiche

A cura di Guido Seu

L'Immune Tolerance Network (ITN) ha recentemente annunciato i risultati preliminari del trial multicentrico su 36 pazienti relativo al Protocollo di Edmonton per il trapianto di isole pancreatiche, confermando, in prima analisi, che il trattamento per il diabete tipo 1 sperimentato a Edmonton, Canada, può essere replicato con successo anche in altri ambienti clinici.

Di 15 pazienti che hanno completato il trapianto, 12 (80%) sono tuttora indipendenti dal trattamento insulinico, ed in alcuni casi da più di un anno. Se però consideriamo che nel corso dello studio due pazienti si sono ritirati volontariamente per gli effetti secondari della terapia antirigetto e che in altri sei le isole trapiantate non hanno attecchito, la percentuale di successo scende al 52%. I pazienti restanti, hanno mostrato, ai vari stadi dello studio, una riduzione del fabbisogno di insulina. Sono state evidenziate differenze nei tassi di successo tra i diversi centri, sottolineando, secondo i ricercatori, la necessità di maggior esperienza ed affinamento delle tecniche.

Presentando i risultati preliminari dello studio all'American Transplant Congress 2003 tenutosi a Washington, i ricercatori hanno affermato che in questa fase intermedia della ricerca i dati sembrano confermare i successi riportati dal team di Edmonton nel giugno del 2000. Con nove centri che hanno partecipato al trial, lo studio ITN è la ricerca clinica più vasta finora condotta sul trapianto di isole. L'ITN e lo studio sono supportati dal National Institute of Allergy and Infectious Diseases, con finanziamenti del National Institute of Diabetes, del Digestive and Kidney Diseases e della Juvenile Diabetes Research Foundation.

Il dr. James Shapiro, responsabile del gruppo dell'Università di Alberta che ha sviluppato il protocollo e principale ricercatore dello studio ITN, è ottimista, benché cauto, sui risultati preliminari. “Lo studio ITN ha confermato chiaramente che il trapianto di isole può essere di grande beneficio per i pazienti con diabete di tipo 1 grave ed instabile. E, fatto importante, abbiamo scoperto che la tecnica può essere applicata con successo anche in diversi ambienti clinici.”

Mentre 12 pazienti risultano essere totalmente indipendenti dall'insulina, altri 16, a vari stadi del trattamento, continuano a mostrare un buon funzionamento delle isole, come dimostrato dalla diminuizione del fabbisogno di insulina e dalla riduzione degli eventi ipoglicemici. Prima di poter concludere lo studio si dovranno comunque effettuare ulteriori trapianti e si dovrà continuare a monitorare i pazienti e lo stato di funzionamento delle isole trapiantate. Solo a quel punto potrà essere fatta un'analisi completa dei risultati.

Per quanto riguarda i sei pazienti che hanno rigettato il trapianto, si fanno due ipotesi: o che non si sia potuto raggiungere un adeguato livello di immunosoppressione per prevenire il rigetto o che le isole non siano state in grado di produrre una quantità sufficiente di insulina dopo il trapianto.

Secondo i ricercatori, sono inoltre state notate differenze nelle percentuali di successo tra i diversi centri che hanno aderito allo studio. I risultati significativamente migliori sono stati ottenuti nei tre centri con maggior esperienza clinica, che insieme hanno riportato oltre il 90% di successi con pazienti che hanno raggiunto la completa indipendenza dall'insulina. I ricercatori ritengono che questo “fattore esperienza” sia particolarmente importante nella preparazione delle procedure di trapianto. “Una delle chiavi di successo del trapianto di isole è quella di produrre isole di alta qualità” ha riferito il dr. Camillo Ricordi, uno dei due principali collaboratori dello studio e Direttore Scientifico del Diabetes Research Institute dell'Università di Miami. “Le procedure di preparazione delle isole sono molto complesse e richiedono un grande investimento in termini di tempo e di fatica. Sono tanto un'arte quanto una scienza.”

La proceura di isolamento delle cellule pancreatiche che producono insulina è il primo passo veramente critico. In essa le isole vengono separate fisicamente dai tessuti circostanti del pancreas donatore. Danneggiare le isole durante questo processo è tutt'altro che raro, anche nei centri con maggiore esperienza, e può determinare una minor produzione di insulina dopo il trapianto. I ricercatori confidano che non appena i centri avranno una maggior esperienza con queste procedure di preparazione, le percentuali di insulino indipendenza aumenteranno.

Per queste ragioni, il dr. Robert Goldstein, responsabile scientifico della Juvenile Diabetes Research Foundation International (JDRF) ha voluto portare l'attenzione sul grave problema del reperimento dei pancreas donatori. “Anche con un metodo perfetto di preparazione delle isole, dovremo comunque affrontare la grave carenza di pancreas donatori” riferisce Goldstein. “così, come sappiamo da tempo, è necessaria una fonte alternativa che fornisca isole in quantità sufficiente e di alta qualità”. Negli anni passati, sia i National Institutes of Health e la JDRF hanno investito molto nello sviluppo di fonti alternative di isole pancreatiche, comprese le cellule staminali adulte.

Un'ulteriore preoccupazione è la potenziale tossicità della terapia immunosoppressiva che, per prevenire il rigetto delle isole trapiantate, deve durare per tutta la vita del paziente. I farmaci anti rigetto utilizzati in questo studio si sono dimostrati, fin qui, relativamente ben tollerati e sono state notate solo complicanze minori. Sebbene due pazienti abbiano volontariamente abbandonato la studio per gli effetti collaterali dei farmaci, non si sono evidenziati effetti nocivi dovuti alla procedura e i pazienti sono rimasti in terapia insulinica. Nondimeno, ci sono rischi potenzialmente gravi a lungo termine associati all'immunosoppressione che attualmente limitano il trapianto di isole ai soli pazienti diabetici più instabili e rendono la procedura inapplicabile per i bambini.

Nei prossimi mesi, l'ITN inizierà due studi monocentrici aggiuntivi per verificare nuove terapie di immunotolleranza a breve termine che si crede possano fornire metodi più sicuri e mirati di prevenzione del rigetto da trapianto.

Secondo il dr. Bernhard Hering, uno dei maggiori ricercatori dello studio e Direttore dell'Islet Transplant Program nell'Università del Minnesota. “la comunità scientifica sta già pensando oltre Edmonton. Edmonton rimane un fondamentale successo e un importante punto di riferimento per il futuro, ma allo stesso tempo, stiamo iniziando a muoverci su strade differenti. Lo studio multicentrico ci aiuterà a definire queste strade.”

“È quello che stiamo ottenendo” concorda il dr. Shapiro “Lo studio multicentrico sta facendo quello che ci aspettavamo facesse – confermare che può lierare i pazienti dall'insulina, provare che può funzionare in ambienti clinici differenti e definire e indirizzare gli studi verso un'opzione di trattamento percorribile per un maggior numero di pazienti diabetici”.

I nove centri che partecipano allo studio sono: l'Università di Alberta (Canada), l'Università di Miami, l'Università del Minnesota, la Harvard Medical School, il Pacific Northwest Research Institute, l'Università St. Louis di Washington (USA); l'Università Justis-Liebig (Germania); l'Università di Milano (Italia); e l'Ospedale Universitario di Ginevra (Svizzera).

I ricercatori ITN si aspettano di completare gli ultimi trapianti dello studio entro la fine dell'anno, a cui seguiranno due anni aggiuntivi di follow-up per verificare la sicurezza e l'efficacia della tecnica.

L'Immune Tolerance Network è un consorzio internazionale di ricerca che si propone di accellerare lo sviluppo clinico di terapie per l'immunotolleranza da usare nei trapianti, nelle malattie autoimmuni e nell'asma. Con sede all'Università di San Francisco, l'ITN comprende più di 80 tra i maggiori medici e scienziati di oltre 40 istituzioni di 9 paesi in tutto il mondo. L'ITN è finanziato dal National Institute of Allergy and Infectious Diseases, con l'aiuto del National Institute of Diabetes and Digestive and Kidney Diseases e della Juvenile Diabetes Research Foundation. Ulteriori informazioni sull'Immune Tolerance Network possono essere trovate presso il sito www.immunetolerance.org.

Lo studio clinico multicentrico ITN del protocollo di Edmonton per il trapianto delle isole pancreatiche è chiuso al reclutamento di nuovi pazienti.


Fonte: Immune Tolerance Network
A cura di Guido Seu

Data ultimo aggiornamento: Lunedì, 9 Giugno 2003 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2003/n2003_040.html