Alimentazione

Non sono solo i grassi alimentari a promuovere l'iperlipidemia nei giovani diabetici

A cura di Carmelo D'Alessio

Le anomalie dell’assetto lipidico rimangono comuni nei bambini e nei giovani diabetici malgrado la loro adesione alle correnti raccomandazioni dietetiche. Secondo alcuni ricercatori di North Adelaide (Australia), tali anomalie sono associate al controllo metabolico e non all’introito calorico.

I ricercatori hanno determinato l’influenza relativa di dieta, controllo metabolico e fattori familiari sui lipidi in 79 bambini e giovani diabetici di tipo 1 ed in 61 soggetti del gruppo di controllo.

A tal fine, essi hanno valutato il colesterolo totale a digiuno, il colesterolo LDL e HDL, i trigliceridi, lipoproteina(a), apolipoproteina-A1 e apolipoproteina-B. Hanno anche utilizzato un questionario sulla frequenza e la quantità dei pasti per analizzare gli introiti alimentari.

Il colesterolo totale, il colestetolo LDL e HDL, l’apolipoproteina-B e l’apolipoproteina-A1 erano tutti significativamente più bassi nei bambini diabetici.

Questi bambini presentavano una percentuale assai più elevata di introito energetico derivante dai carboidrati complessi e dalle fibre rispetto ai soggetti del gruppo di controllo. Inoltre, essi avevano un bassissimo consumo di zucchero raffinato ed una percentuale altrettanto bassa di energia derivante dai grassi saturi.

Il colesterolo totale, il colesterolo LDL e l’apolipoproteina-B erano indipendentemente correlati con l’emoglobina glicata (HbA1c) ma non con l’introito alimentare. Il colesterolo HDL e l’apolipoproteina-A1 erano indipendentemente correlati all’HbA1c, mentre il colesterolo HDL alla percentuale energetica derivante dai carboidrati complessi e, i trigliceridi, alla percentuale di energia proveniente dagli stessi e dal dosaggio insulinico.

I bambini e gli adolescenti diabetici con colesterolo LDL superiore a 3.35 mmol/L (130 mg/dL), ai quali dovrebbe raccomandarsi una terapia dietetica, avevano un livello assai più elevato di HbA1c ma più elevati introiti di carboidrati complessi rispetto ai soggetti con colesterolo LDL inferiore a tale livello.


Tratto da: Doctor’s Guide – Fonte: Diabetes Care 2003;26:5:1356-1361
Traduzione e adattamento a cura di Carmelo D'Alessio

Data ultimo aggiornamento: Lunedì, 12 Maggio 2003 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/2003/n2003_033.html